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Colpo al santuario di Mogliano: trafugate le corone dell’affresco sacro

Mogliano. A Bonisiolo, ladri in azione martedì notte. «Un oltraggio» I gioielli erano delle copie. «Ma chi si spinge a tanto?»

di Matteo Marcon
1 minuto di lettura

MOGLIANO. Furto delle corone al santuario della Beata Vergine delle Grazie: salgono sull’altare, aprono la teca e staccano dall’antico affresco i due inserti votivi. È grave il disappunto tra i fedeli della comunità parrocchiale di Bonisiolo per l’inedito furto messo a segno martedì pomeriggio.

Un oltraggio, più che colpo di valore economico. «Erano solo copie con gemme in plastica e scadente materiale simil-oro» chiarisce infatti il parroco don Daniele Michieli, «ma speriamo che le due corone vengano ugualmente restituite». Gli originali? «Sono custoditi in un luogo sicuro».

La notizia del colpo ai danni del Santuario intitolato alla Madonna ha fatto in poche ore il giro della frazione moglianese. «Durante il giorno» spiega Don Daniele «il santuario è accessibile. La mattina le due corone c’erano, durante la messa di martedì sera mi sono accorto che non c’erano più, terminata la funzione ho avvisato le forze dell’ordine».



Secondo la tradizione, nel mese di agosto del 1470 a Bonisiolo la Madonna apparve ad una giovinetta sordomuta dalla nascita: esprimendo la volontà che venisse eretto il luogo di culto, le “restituì l’udito e la favella”. La nascita del Santuario, datata nella prima metà del seicento, è legata a questo “miracolo”. Le testimonianze artistiche omaggiano la vicenda. L’affresco, da cui le corone sono state rimosse, rappresenta proprio le due figure della “Madonna col bambino” e la giovane guarita in devozione.

Le copie dei gioielli trafugate martedì erano agganciate al muro attraverso due perni e protette da una teca. I ladri sono andati a colpo sicuro. Senza dedicare attenzione al tabernacolo, agli ex voto o alla sagrestia, sono saliti sull’altare, hanno aperto il vetro e hanno sottratto le due corone.

Non è la prima volta che accade un furto di questo tipo: alcune settimane fa era stato registrato un’analoga incusione nella chiesa di Santa Maria Assunta a Ponzano. In quel caso erano presenti nel manufatto alcune gemme particolari, il valore non superava comunque i mille euro. In questo caso è molto meno, ma l’episodio viene assolutamente stigmatizzato da tutti i parrocchiani: «Dove siamo arrivati?» si chiede Antonio Bergo presidente dell’associazione di quartiere «siamo davvero dispiaciuti non c’è un minimo di dignità nell’entrare in un luogo di culto per rubare questo genere di arredi sacri. È un episodio da condannare».

Il sacrestano Umberto Chiarato, ieri, per tutto il giorno ha perlustrato il territorio alla ricerca delle due corone: «Sono senza valore» spiega la moglie Iva Tassini «speriamo che siano state abbandonate e di poterle ritrovare». In molti sperano ora che questo episodio non convinca a limitare l’accesso ai fedeli durante il giorno.


 

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