Top 500 a Treviso: imprese, torna il sole «Il tempo di investire»

Treviso. Cinquecento ospiti alla presentazione del rapporto, numeri positivi. Piovesana: crescere e rafforzarsi. Il prefetto: missione sociale e legalità

TREVISO. L’orgoglio di una classe imprenditoriale che ha fatto i conti con la crisi e ne è uscita a testa alta; la consapevolezza di un territorio che numeri alla mano non si sente più soltanto cuore del Nordest; e nutre adesso l’ambizione di essere al centro dell’Europa, perché proietta i dati positivi del 2016 nel cuore del continente, rivendica un ruolo di Treviso, e del Nordest alla pari di Francia e Germania, sulla spinta del Pil di questi paralleli, non inferiori ai paesi del nuovo asse all’interno della Ue.

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La presentazione del dossier Top 500 - il rapporto annuale di Pwc, Ca’ Foscari e tribuna di Treviso - ieri pomeriggio in un auditorium Appiani gremito diventa la passerella dell’impresa trevigiana. Dati strepitosi, una crescita muscolare diffusa che coinvolge anche le Pmi. E la fortissima coscienza di aver interpretato da pionieri un ruolo di battistrada nella battaglia per la sburocratizzazione e per un nuovo rapporto con la pubblica amministrazione fa sì che Maria Cristina Piovesana, presidente di Unindustria Treviso, annunci al direttore della tribuna di Treviso e dei quotidiani veneti del gruppo Gedi, Paolo Possamai, gli imminenti 13 protocolli d’intesa con altrettanti enti, istituzioni e forze dell’ordine per la semplificazione delle procedure.

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Ebitda che salgono; saldi positivi in doppia cifra; consolidamenti finanziari ed operazioni di partnership, fusioni, aggregazioni; è uno “schei pride”, slogan glocal come le nostre aziende. L’azienda numero 500 di Treviso ha fatturato doppio della sua omologa veneziana. E si scopre che ben 35 aziende, oggi, potrebbero quotarsi in Borsa nel segmento Star. E gli ospiti del piccolo forum - Enrico Moretti Polegato, 36 anni, mister Diadora; l’altro figlio d’arte Francesco Zago, di Progest; Pascal Hériter, direttore di Zanetti Beverage Group; Andrea Gabrielli, dell’omonimo gruppo dell’acciaio – sono già ponte verso l’industry 4.0, l’hi tech e design, innovazione e know how che non esclude il sano recupero dell’artigianato. Simboli di un’economia trevigiana matura e competitiva su tutti i mercati, che sull’export, ma anche sulla crescita della domanda interna, macina risultati. La base della fiducia per il 2018, alimentata dai primi riscontri del 2017, specie nel primo semestre.

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Lo ha voluto ribadire proprio Piovesana, chiudendo l’incontro nel dialogo con Possamai. Confermando il clima di «grande fiducia», insiste sul ruolo di stimolo dell’associazione verso i 2300 soci per la cultura della capitalizzazione.

I frutti sono ben visibili nel rapporto: e in modo effervescente Nicola Anzivino e Moreno Mancin, rispettivamente di PwC e Ca’ Foscari, illuminano i 10 numeri chiave, dopo che Filippo Zagagnin, responsabile di Pwc, ha dato loro la linea anticipando il «galoppo nel mondo». Nel 2012 si era «in mezzo al guado»: è passato solo un lustro, sembra un ciclo storica.

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Il futuro? Quello più vicino porta le elezioni più indecifrabili della storia recente. Piovesana chiede «stabilità e governabilità», rivendica la funzione di «riferimento» del Jobs Act, difende «iper e superammortamenti», e si appella al futuro governo: «Non si cancelli quel che di buono è stato fatto negli ultimi tempi per garantire il positivo contesto di oggi».

Un trend «modello per l’Italia», aveva detto nel suo saluto il prefetto Laura Lega, esaltando «creatività e genialità» degli imprenditori, invitandoli però «a generare dal benessere produttivo un benessere sociale, che elimini ogni marginalità»; non senza ricordare l’importanza delle regole, in primis le norme sulla sicurezza dei lavoratori, citando e omaggiando le recenti vittime del lavoro proprio nella Marca: «Il rispetto delle regole fa bene a tutti, e fa crescere tutti, eliminando concorrenza sleale e fenomeni di economia drogata».



Un invito che Piovesana (5 applausi a scena aperta per lei), ha poi ben accolto: «Oggi c’è il sole, ed è il momento di lavorare come pazzi per essere ancora più attrezzati per il futuro, per esser pronti quando Draghi lascerà la Bce e potranno esserci svolte impreviste».

In sala il presidente camerale Mario Pozza, imprenditori come Bruno Zago, Katia Da Ros, Mariacristina Gribaudi, Damaso Zanardo, Massimo Donadon, Walter Bertin, Giorgio Palesa; Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato provinciale; big della finanza, come Giovanni Gajo.

E poi il sindaco Giovanni Manildo e i consiglieri comunali Nicolò Rocco e Adriano Bozzo. Le autorità con il questore Maurizio Dalle Mura, i comandanti provinciali della Finanza, Alessandro Serena, e dei Carabinieri Gaetano Vitucci; il presidente dell’Israa, Luigi Caldato. Presente il consigliere delegato della divisione Nordest del gruppo Gedi (di cui fa parte la tribuna), Fabiano Begal.




 

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