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Neve sciolta e scirocco: nella Marca il Piave trascina la piena

Conegliano. Milioni di metri cubi d’acqua si sono riversati dalla montagna sul tratto trevigiano. La pioggia ha sferzato la Pedemontana, Follina e Nogarolo le località più “bagnate”

di Diego Bortolotto
1 minuto di lettura

CONEGLIANO. Acqua e la neve hanno fatto gonfiare il Piave, con una portata che ha superato i 600 metri cubi al secondo. Il corso del fiume è stato monitorato, in particolare durante la mattinata, dai tecnici del Consorzio di bonifica Piave. «Effetto di precipitazioni piovose nel bacino montano fino a 1500-1700 metri, che hanno misurato da 50 a 80 millimetri circa e del parziale scioglimento della neve – hanno fatto sapere dal Consorzio - considerate le elevate temperature portate dallo scirocco». Le temperature sopra lo zero hanno portato pioggia in quota e disciolto le nevicate dei giorni scorsi. Milioni di metri cubi d’acqua si sono così riversati nel tratto trevigiano. Osservato speciale dai tecnici è stato il Piave all’altezza dello sbarramento di Fener ed evidente la forza del fiume anche dal ponte sulla statale Pontebbana a Ponte della Priula.

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Il Piave a Nervesa, misurato dai sensori dell’Arpav, è salito di oltre un metro e rimasto costante nel pomeriggio quando la perturbazione è cessata. Sono state le abbondanti precipitazioni nella nottata e la mattina in montagna a mettere in allerta.

Il picco massimo è stato registrato a Col Indes a Tambre, al confine con il Cansiglio e la Marca Trevigiana, a 1.100 metri d’altitudine dove ieri sono scesi 141 millimetri di pioggia, che si sono sommati ai 41 di lunedì. Un totale di 181, che a gennaio, anche per una località nota per la piovosità, rappresenta un record.

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Nel territorio del Quartiere del Piave il paese dove è piovuto di più è stato Follina con 72 millimetri, seguito da Nogarolo di Tarzo con 68. A salvare dagli allagamenti le aree pianeggianti è stata la pioggia “normale”, a Conegliano ad esempio si sono registrati 21 millimetri mentre a Vittorio Veneto 35. «Nessuna criticità nella rete minore di valle, dati i più modesti accumuli misurati dai 10 ai 30 millimetri», ha confermato il Consorzio di bonifica Piave. Per il fiume sacro alla Patria si tratta della seconda “morbida” nel giro di un mese, la precedente era avvenuta il 12 dicembre. Il fenomeno riporta all’inverno tra il 2013-2014, quando le temperature elevate portarono a fine gennaio a fenomeni alluvionali in varie zone del Veneto. Nella Marca come conseguenza vi fu inoltre l’innalzamento delle falde, che in particolare a Mareno di Piave portarono ad un’emergenza che durò un mese. Al momento il livello della falda sotterranea è sotto controllo.
 

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