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In centro storico a Treviso: addio Kartell, sotto l’Edison un altro vuoto

Treviso. Il titolare: «Affitti troppo alti». Bancarelle dei Trecento, ambulanti contro il Conad di piazza Borsa

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TREVISO. A fine dicembre c’era, a inizio gennaio non c’era più. Tra San Silvestro e Capodanno il negozio Kartell in vicolo XX Settembre ha chiuso battenti e disallestito tutto lo spazio vendita che prima illuminava il rione nel cuore della città, una zona centralissima ma negli ultimi anni sempre più dimenticata e lasciata a se stessa.

Fino a dicembre lì resistevano solo in due: Kartell e le note pelletterie Fazioli. Aveva chiuso anni fa e non era più stato riaffittato lo spazio un tempo occupato dal negozio Timberland, e continuava a pesare su tutta la piazzetta il grande vuoto dell’ex Edison, il cinema ed ex sala Bingo che doveva rinascere residenziale e commerciale ma la cui riqualificazione è da anni in sospeso. Ora a presidiare il piccolo largo tra i palazzi del centro sono rimaste solo le Fazioli, con tutte le insicurezze del caso visto che la chiusura di Kartell conferma le difficoltà dell’area, e i problemi di un centro dove fare commercio vuol dire anche combattere con affitti cari, alle volte carissimi. «Quattromila euro al mese non si digeriscono di certo facilmente», dice Mauro Formaggio, il gestore del negozio Kartell, «per mesi siamo riusciti a trattare sulla cifra ma da aprile la proprietà si è rifiutata di accettare compromessi e abbiamo dovuto rinunciare».

Funziona così: conta la distanza in metri dal Calmaggiore. Più è ridotta più si alza l’asticella dell’affitto, anche nel caso in cui a due passi del Calmaggiore ci sia il buio pesto. Prendere o lasciare. «In città oggi funzionano solo due strade», dice Formaggio, «il Calmaggiore e adesso, con fatica, San Leonardo e Martiri della Libertà». La Pescheria? «Lì si mangia e si beve: lo shopping è un’altra cosa. Guardatevi attorno e dite se non è così. E i proprietari preferiscono tenere sfitto, più che abbassare le richieste». Il monomarca Kartell – aperto in franchising – chiude con rammarico. E in zona tra i commercianti che resistono il malcontento è grande. Si fa difficoltà a vivere anche in Vicolo Rialto, a due passi da lì, sempre sotto la mole dell’ex Edison e sempre a due passi dal Calmaggiore. Ma anche nelle vicinanze più vip le vetrine si avvicendano spesso: in via Barberia, a fine mese chiuderà Happiness, il negozio giovane nella strada dello shopping griffato. Un altro spazio da collocare? Forse no, pare chi ci sia un affittuario alle porte.

PalaBorsa, la polemica. Ma in città dietro le vetrine e tra i banchi dei mercati in questi giorni è il PalaBorsa del Conad a seminare zizzania. A protestare sono oggi gli ambulanti dei banchi del mercatino dell’Epifania sotto la Loggia dei Trecento. «Abbiamo sempre chiuso il mercato l’Epifania, ma quest’anno cade di sabato, e ci faranno sloggiare. Potevano concederci la proroga fino a domenica visto che altrove c’è chi occupa una piazza intera da giorni» dicono i titolari. A spalleggiare la loro istanza anche Tiziana D’Andrea di Fratelli d’Italia: «Il Comune non abbia due pesi e due misure». Ma il vicesindaco Grigoletto, ieri tra i banchi dei Trecento, si è impegnato a concedere la proroga: «Questo è un mercato di qualità».
 

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