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Se ne vanno da Vittorio le suore del Papa

Chiude, dopo cento anni, per mancanza di vocazioni l’istituto delle Suore della Carità. Erano le prescelte di Luciani

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VITTORIO VENETO. Le Suore della Carità, meglio conosciute come quelle di Maria Bambina, hanno dato l’addio alla città, che le accoglieva da poco meno di cent’anni, precisamente dal 1924. Un’autentica istituzione, per Vittorio Veneto, tanto che la celebrazione vittoriese per ringraziarle è avvenuta in cattedrale, con la partecipazione del vescovo Corrado Pizziolo e di numerosi sacerdoti, e alla presenza del sindaco Roberto Tonon. L’istituto di San Tiziano, che sta per diventare il quattordicesimo contenitore vuoto (per il momento) della città, è stato un motore di solidarietà, con le monache in prima linea nei momenti più difficili di Vittorio Veneto, soprattutto a supporto delle famiglie e dei bambini. La crisi delle vocazioni, che ha colpito anche questa congregazione, costringe le vittoriesi a trasferirsi a Bassano del Grappa. Nei tempi più floridi in via San Tiziano erano un centinaio. E’ di questa comunità che il seminario di Ceneda ha usufruito per i servizi essenziali quando aveva 200 ragazzi e giovani candidati al sacerdozio. Le stesse suore gestivano la residenza vescovile di San Martino e la casa degli esercizi spirituali. L’allora vescovo Albino Luciani le ha apprezzate a tal punto che se l’è portate prima in patriarcato a Venezia e poi in Vaticano, a Roma. «La loro presenza è stata molto apprezzata», ha riconosciuto il vescovo Corrado Pizziolo in cattedrale. Apprezzata perché – ha spiegato umile, discreta, e al tempo stesso molto generosa. «La loro assenza si farà molto sentire», ha ammesso il sindaco Roberto Tonon, parlando anche lui in cattedrale, «perché – ha proseguito, rivolto alle stesse suore – siete state un sicuro punto di riferimento in città e per la città». Basti dire che nelle settimane scorse c’è chi nel Pd ha minacciato addirittura le dimissioni se il partito non si darà da fare perché la struttura di via San Tiziano non venga quanto prima significativamente rioccupata, magari con qualche attività sociale, quindi nello stesso spirito praticato dalle religiose per più di 90 anni. In un incontro all’istituto, con il popolo degli amici, le suore hanno ringraziato la città per l’apprezzamento loro riservato. Dai primi di gennaio, infatti, gli immobili resteranno vuoti, come peraltro quelli – ormai da anni- dei missionari della Consolata, in via Rizzera. Il vescovo dall’altare ha invitato a pregare per le vocazioni, affinchè non si verifichino altre defezioni di istituti religiosi. Francesca Meneghin, da sempre vicina alla comunità di Maria Bambina, ha ripetutamente sollecitati l’amministrazione comunale a dirottare in via San Tiziano una delle due sedi di assistenza che il Cesana Malanotti intende attivare in città, in modo da recuperare a nuovi servizi un complesso molto interessante sul piano strutturale, che per decenni ha svolto un servizio assistenziale per le religiose anziane.

Francesco Dal Mas

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