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«Giù l’oratorio, ritiro l’ 8 per mille»

Caselle. La parrocchia abbatte l’edificio e Gatto non darà il contributo alla Chiesa

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ALTIVOLE. Abbattuto ieri lo storico oratorio di Caselle per fare spazio alla realizzazione di un nuovo edificio, arretrato rispetto ai precedenti da utilizzare sempre per le attività parrocchiali. L’intervento, finanziato in parte dai fondi dell’8 per mille destinati alla chiesa cattolica, era stato concordato nel febbraio 2014 tra Comune e parrocchia con il concorso di idee di architetti altivolesi nell’ambito di un generale riordino del centro della frazione.

Ma c’è chi considera questa novità una ferita al ricordo di anni di gioventù durante i quali l’oratorio era il fulcro di tante iniziative. E medita di non versare più l’8 per mille alla chiesa, come Elvio Gatto, casellano doc, che già aveva lamentato tale scelta in occasione della festa della sua classe, scattando una ultima foto ricordo e scrivendo una accorata lettera al nostro giornale, nella quale evidenziava la possibilità che queste costruzioni potessero essere riammodernate mantenendo il loro aspetto originale, che ben si armonizzava con la presenza di una chiesa del XVIII secolo e a fianco della Villa Pasqualigo. Soluzione a quanto pare prospettata da alcuni architetti, ma rimasta inascoltata.

«La distruzione di questi edifici», commenta Gatto davanti al fatto compiuto, «rappresenta ancora una volta l’esempio di come un malinteso concetto di progresso porti alla cancellazione del nostro senso di “appartenenza” alla nostra storia in nome dello “sviluppo” inteso come pratica edificatoria e modernista. È la politica “del fare”, del costruire, del cementificare, dello spendere, del mercificare i nostri sentimenti. Non accetto che chi crea questi sgorbi parli, poi, in nome dell’identità veneta. Dovrebbe parlare piuttosto d’identità immobiliare e cementifera! Il pensiero corre anche alla Superstrada Pedemontana Veneta, altro esempio di mercificazione della nostra terra. L’oratorio sembra sia pagato con i soldi della Curia di Treviso. Ebbene per me, vista la contrarietà all’abbattimento dell’esistente (potevano farsi delle aggiunte) e anche al brutto edificio futuro, vale il proposito di non sprecare più l’8 per mille nella dichiarazione dei redditi. Meglio darlo a chi rispetta e lavora per le persone». (d.n.)

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