Doc contraffatte vendute on line Un falso su tre è Prosecco

I dati del ministero ieri alla riunione della OriGin a Ca’ dei Carraresi: «Il prodotto va tutelato di più» Accordo con il Consorzio del Tequila per il controllo dei marchi e delle vendite anche in Messico

TREVISO. Ieri il Consorzio del Tequila ha sottoscritto un accordo con il Consorzio Prosecco Doc per la tutela internazionale. L’ha fatto nel corso della riunione dei rappresentanti dei 500 Consorzi e istituzioni che formano parte di “OriGin”, la rete mondiale delle “Indicazioni Geografiche”, a Treviso a Ca’ de Carraresi. Un accordo non a caso visti i dati sui falsi resi noti ieri dal ministero durante l’incontro trevigiano.

«Le sfide che attendono il settore sono rilevanti, dalle problematiche legate alla lotta alla contraffazione, fino alla tutela su Internet e le risposte che impone la sostenibilità. La credibilità che abbiamo acquisito negli anni ci permetterà di giocare un ruolo di opinion maker mondiale su queste problematiche», ha detto Claude Vermot-Desroches, presidente del Comitato Interprofessionale del Comté e nuovo presidente di “OriGin”.

«Il termine Prosecco non indica una bollicina qualsiasi, ma corrisponde a un territorio d’origine e spero che questa tre giorni internazionale ci aiuti a chiarirlo» ha ribadito Stefano Zanette, presidente Consorzio Prosecco Doc, «OriGin affronta la tutela delle Doc intesa soprattutto quale lotta alla contraffazione, ma qui si è lavorato molto anche sulla tutela del territorio». «Sappiamo bene quanto è importante il mercato del Prosecco in Messico» ha sottolineato Miguel Angel Dominiques Morales, presidente del Consorzio di tutela del Tequila nel mondo, «questo accordo è importante perché si tratta di un’alleanza che favorirà lo scambio di esperienze, studi del mercato e delle necessita del consumatore. Il consumatore è il soggetto piu importante e se sapremo soddisfarlo dandogli il prodotto che si aspetta».

Ma cosa fa l’Europa per la tutela delle denominazioni? A ripondere

Paolo De Castro, vice presidente Commissione Agricola – Parlamento Europeo: «L’Europa ha garantito grazie al “pacchetto qualità” della scorsa legislatura le tutele all’interno dei confini dell’UE introducendo una norma che obbliga gli stati membri al ritiro dallo scaffale quando c’è una evocazione. Ora il sistema di regole costruito a Bruxelles va esportato fuori dai confini dell’Unione quindi dobbiamo lavorare per promuovere accordi bilateri con ogni singolo Stato affinche rispettino le nostre regole europee». E qual è la situazioni italiana nella lotta alla contraffazione? «Le Indicazioni Geografiche hanno una protezione fortissima in tutta Europa e l’Italia è leader mondiale nella loro protezione» ha replicato Stefano Vaccari, capo Repressione Frodi del Ministero Agricoltura, «il meccanismo europeo dell’Ex Officio ci permette di intervenire in tutti i paesi europei, anche nel web. L’ICQRF è l’autorità che ha il maggior numero di blocchi nel web. Siamo a quota 2200 e abbiamo riscontrato che il Prosecco vanta il maggior numero di contraffazioni: su 2200 oltre 750 sono di Prosecco, segnale evidente del successo goduto da questa denominazione».

Importante che l’appuntamento sia avvenuto a Treviso, capitale di una delle denominazioni più importati d’Europa in termini di volumi e valori, «più si rafforza la rete delle Denominazioni» hanno sottolineato vari interventi, «maggiore sarà la condivisione di queste regole a livello mondiale». «Un simile incontro a Treviso è un onore, e una grande l’occasione per accreditare la nostra denominazione a livello internazionale» ha detto Luca Giavi, direttore Consorzio Prosecco Doc, «qui oggi sono presenti 160 delegati di 50 paesi».

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