Treviso, telecamere e varchi per discoteche più sicure

Treviso. Protocollo d’intesa tra prefettura e locali contro alcol, droga, sovraffollamento Il questore stronca Kezraji: «Nessun razzismo all’Odissea, strumentalizzazioni»

TREVISO. Controlli più serrati all’ingresso delle discoteche, e non è escluso possano essere effettuati anche mettendo a disposizione della vigilanza dei metal detector. Telecamere a puntare le piste da ballo, l’esterno dei locali e anche le aree pubbliche come bar e corridoi. Perdonale più formato, obbligo di nominare un responsabile della sicurezza.

Parte da questi quattro punto l’accordo sulla movida nei locali da ballo della provincia di Treviso. A sottoscriverlo ieri il prefetto Lega, il questore di Treviso, gli alti gradi di Finanza e Carabinieri, e il delegato del sindacato locali da ballo: Renzo Venerandi. Molto, nel protocollo d’intesa sottoscritto in prefettura, si basa sull’attuale normativa che autorizza i “locali di pubblico spettacolo” sia a livello di normativa comunale che di polizia amministrativa, ma la prefettura punta ad allargare la rete della sicurezza sulle discoteche creando per ogni ambiente una sorta di “curriculum”, che allarghi lo spettro della certificazione «a garanzia dei clienti, e dei genitori dei tanti ragazzi che li frequentano» ha detto ieri il prefetto Laura Lega.


Obiettivo è arrivare ad avere una lista di locali “certificati” all’interno dei quali non vengano mai superati i limiti di capienza imposti dalla normativa e dai sopralluoghi pre-apertura, anche in occasione dei grandi eventi visto che molte discoteche si stanno riconvertendo al ruolo di arene per concerti. Ma si vuol anche fare in modo che tutto quello che avviene all’interno sia ricostruibile, ovviamente nel rispetto della privacy, per scongiurare che qualcuno possa esagerare, o possa non essere rintracciato qualora esageri. E poi c’è l’intento di costruire una rete di controllo per evitare uso e abuso di droghe e alcol, anche all’esterno dei locali cn l’ormai nota pratica da parte di alcuni ragazzi che si “caricano di bevute” prima di entrare. «Più controllo c’è, più si può intervenire a dovere» ha detto il questore sottolineando però che «per i firmatari dell’accordo i controlli non si ridurranno, anzi, tenderanno a dimostrare che l’intesa viene sempre rispettata».

Ai locali che aderiscono la possibilità di poter avere un pubblico riconoscimento di garanzia. I primi potrebbero essere Odissea, Supersonic, Casa di Caccia, Dema, Diamantik, Baita al Lago, Havana, rappresentati ieri da Renzo Venerandi, patron della movida in discoteca della Marca che ieri si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. «Spesso veniamo accusati di cose assurde, solo per aver cercato di tutelare il locale e i clienti» ha detto ieri il titolare dell’Odissea finita nell’occhio del ciclone alcune settimane fa perchè accusata di aver lasciato fuori un gruppo di marocchini perchè stranieri, vicenda che aveva spinto Abdallah Kezraji, notissimo esponente della comunità e della consulta per l’immigrazione a esporsi in una denuncia pubblica di «razzismo». Sulla vicenda è intervenuto ieri il questore in persona: «Vicenda strumetalizzata, i ragazzi erano ubriachi, il personale ha fatto il suo dovere a non farli entrare. La razza non c’entra nulla».


 

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