Treviso, è morta Teresina Pini la moglie di Gentilini

Treviso. Aveva 89 anni, era da tempo malata. E’ stata la first lady invisibile e discreta Martedì l’addio alla casa di riposo di Santa Bona. La famiglia: grati allo staff Israa

TREVISO. Era la Resi. La ragazza di San Vendemiano, commessa alla Standa - sorella di Toni, una delle anime della Trevigiani _ che lì, nel grande magazzino di Treviso, avrebbe conosciuto il giovane alpino Giancarlo Gentilini. «Era il più bello», avrebbe sempre detto di quel ragazzo, poi sposato nel 1962. E si sarebbe dedicata alla famiglia, ai figli Stefano e Antonio, al nipote Francesco. E al ciclone del marito, funzionario di Cassamarca, poi il sindaco alpino che a sorpresa avrebbe vinto le elezioni ’94 e in pochi anni avrebbe rivoluzionato ruolo e immagine del primo cittadino. First lady? Non era nella sue corde. E come si poteva arginare quel ciclone dello sceriffo? Era rimasta dietro le quinte, invisibile, nell’appartamento delle case Incis di viale Montegrappa, seppur sempre presente a suo modo. Ad aspettare Giancarlo: «Va via prima delle 8, lo vedo solo dopo mezzanotte», diceva sospirando, «potrebbe rientrare presto, qualche volta».

Teresina Pini è mancata l’altra notte, alla casa di riposo di Santa Bona. Aveva 89 anni, da 4 era lì, per i gravi problemi di salute, sistema a respiratorio in primis. «Se ha vissuto tanto, riprendendosi da due crisi gravissime», dicono i familiari, «lo dobbiamo alle cure e all’assistenza del personale dell’Israa, straordinario per premure, professionalità, sensibilità»


Resy Gentilini lascia il marito Giancarlo, i figli Stefano ed Antonio, il nipote Francesco, la sorella Renata, la cognata Giuseppina nella casa patrizia di Vittorio Veneto, i nipoti e parenti tutti.

L’addio martedì alle 11 nella chiesa del la residenza «Città di Treviso», a Santa Bona (via di Fulvio 2): ennesima scelta discreta, e di omaggio a quella che era la sua famiglia più larga, la struttura che l’ha ospitata in questi anni. Poi Teresina verrà cremata al “Supremum Vale” di Treviso. «Non fiori, ma opere di bene» chiede la famiglia, cui è arrivato anche il messaggio del sindaco Giovanni Manildo: «Porgo il mio ultimo saluto alla signora Teresa, che ha vissuto all’insegna della discrezione e del garbo. Esprimo le mie condoglianze e abbraccio con affetto l’amico Giancarlo e i figli».
 

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