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Furti e rapine, presa banda dei giostrai

I carabinieri hanno arrestato cinque sinti. A novembre avevano messo a segno un violento colpo a Castelfranco

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Per quasi due mesi, a fine 2016, avevano seminato il panico tra le province di Treviso, Venezia e Pordenone mettendo a segno una violenta rapina in casa a Castelfranco, spaccate in tre locali slot machine e due furti di automobili per realizzare i colpi. Il blitz, che ha portato all’arresto di cinque giostrai (uno di Gorgo al Monticano, due di Montebelluna, uno di Vedelago e l’ultimo di Rosà) è stato portato a termine dai carabinieri del Comando provinciale di Treviso. A partecipare alla cattura dei malviventi, oltre ai militari trevigiani, anche il nucleo cinofili di Torreglia e degli aeromobili del 14° Nec di Belluno.

L’episodio più grave contestato alla banda, l’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Gabriella Cama, risale al 19 novembre del 2016 quando il gruppo mise a segno una rapina a Castelfranco a casa di un piccolo imprenditore della zona. In quell’occasione erano entrati in azione ben sapendo che in casa c’era qualcuno. Una volta all’interno avevano minacciato il padrone di casa e la moglie con un cacciavite dicendo loro che se non avessero collaborato avrebbero utilizzato anche la pistola che uno di loro avrebbe avuto in tasca. L'uomo rimase anche ferito ad un avanbraccio dal colpo di cacciavite. Il bottino in quell’occasione era stato di circa 2.500 euro.

Successivamente i cinque avrebbero preso di mira alcune sale slot a Pramaggiore nel Veneziano (26 novembre), a Zoppola (3 dicembre) e ad Azzano Decimo (19 dicembre) nel Pordenonese. In queste occasioni avevano portato via una somma complessiva pari a 15.000 euro tra contanti e tabacchi. E tra la rapina e le spaccate avevano anche rubato una Mercedes a Conegliano e una Toyota a Quinto. I due mezzi che sarebbero stati poi utilizzati per mettere a segno i colpi.

Tra gli arrestati figurano anche Franco e Teddy Battistutti. Quest’ultimo, volto noto alle forze dell'ordine, è recentemente rimasto ferito ad una mano a causa dell'esplosione di un ordigno, trovato, a suo dire, mentre passeggiava sulle Grave di Papadopoli a Cimadolmo, tra i due ponti. L'arto è rimasto seriamente danneggiato e Battistutti potrebbe avere danni permanenti alla mano ferita. Ma gli investigatori non sono riusciti ad individuare né il punto esatto dove è avvenuta l'esplosione e, di conseguenza, nemmeno i resti dell'ordigno, descritto dal giostraio simile ad un sasso.

«Un’indagine che è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei cittadini», ha detto il colonnello Graziano Vitucci, comandante provinciale dei carabinieri, «e che è stata portata a termine grazie alle abilità investigative e alla sinergia tra le compagnie». Gli arresti sono stati effettuati grazie all’ordinanza firmata dal giudice Bruno Casciarri. Solamente nelle prossime ore i legali degli arrestati incontreranno gli avvocati difensori per concordare una strategia difensiva in vista degli interrogatori.

Giorgio Barbieri

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