Valdobbiadene. La storia dell’amore puro per il nonno: Francesca premiata nipote dell'anno

A Padova il premio “Nipote ideale” alla piccola di Valdobbiadene, nove anni. Un legame indissolubile, più forte del dolore per la scomparsa, lo scorso marzo

VALDOBBIADENE. È lei la “Nipote ideale 2017”. Al suo amato nonno Gino, scomparso a marzo, ha dedicato tutto l’amore del mondo. Francesca Cipriani, nove anni, ha ritirato a Padova il riconoscimento. Durante la malattia del nonno, Francesca ha coinvolto i suoi compagni di classe che gli inviavano messaggi di incoraggiamento e pregavano per lui. Lei è cresciuta con i suoi insegnamenti e lui ha ritrovato un nuovo scopo nella vita con lei.

La storia dell'amore puro per il nonno: Francesca premiata nipote dell'anno

Lo chiamava «nonno Gino bello», era come un secondo papà. Un legame indissolubile il loro, nato in vita, rafforzatosi nella malattia e sconfinato anche oltre la morte dell’uomo. Non poteva di certo passare inosservata questa sintesi perfetta del vincolo affettivo unico che lega nipoti e nonni. Nemmeno per l’Associazione nazionale nonni che ieri, nella Sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova, ha conferito a Francesca il riconoscimento di “Nipote ideale 2017”. Le radici di questo legame intenso, profondo e puro affondano già qualche mese dopo la nascita di Francesca quando mamma Marta doveva riprendere il suo impiego. «Francesca è la mia terza figlia – racconta Marta – gli altri due hanno 12 e 10 anni.

Per loro avevo chiesto l’aiuto di una baby sitter quando io ero al lavoro, ma quando è stato il momento di Francesca, non riuscivo a trovarne nessuna. In quel frangente è arrivato l’aiuto di mio papà che si è preso l'incarico. E l’ha seguita davvero in tutto, lui c’era sempre per lei». C’era il primo giorno d’asilo. C’era nei giorni successivi, quando cominciano le piccole crisi e si fa largo la paura di essere abbandonati. C’era all’uscita di scuola, nelle attività del pomeriggio, nelle lunghe e divertenti pause estive. Mano nella mano col nonno, Francesca cresceva, imparava e amava.

«Mi piaceva tanto quando mi portava nel campo che aveva vicino al Piave – racconta la piccola Francesca – e mi insegnava a fare il vino. Aveva comprato una piccola macchina per schiacciare l’uva e insieme facevamo il fragolino che poi assaggiavamo. Quando ero triste mi diceva “Dai che facciamo una partita a carte” e mi tornava il sorriso». Una storia di amore puro, cristallino.

Due giorni soltanto dopo la nascita del suo quinto nipote, invece, il padovano Giuliano Pisani è stato incoronato nonno dell’anno. La cerimonia è stata aperta dalla fondatrice e presidente dell’“Associazione nazionale nonni”, Graziella Morello, che ne ha ricordato le finalità e le conquiste. Il “Premio nonno speciale 2017” è andato quindi a Pisani, già professore di latino e greco al Tito Livio di Padova, appassionato di filosofia antica e rinascimentale, recentemente dedicatosi allo studio della Cappella degli Scrovegni.

Uno strumento didattico importante anche per i nipoti, ha detto, «perché Giotto è un pittore che parla ai bambini, con un’attenzione particolare al mondo animale e alla natura». Ai suoi nipoti, come a tutti i ragazzi del mondo, Pisani augura di «porsi delle curiosità, perché sono quelle che aprono la mente». La nipotina Ilaria, presente alla cerimonia, ha raccontato perché il suo è un nonno speciale. «Mi porta spesso a vedere i musei e le mostre», ha detto, «e domenica siamo andati insieme a Venezia a vederne una».

Zuppetta di sedano rapa, mela verde, quinoa, mandorle e cavolo nero

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi