Electrolux resta senza Rsu continua il braccio di ferro

I sindacati non vogliono nuove elezioni finché non sarà definito il caso Breda  Calano i volontari del sabato dopo la mancata intesa: ieri attive solo 2 linee

SUSEGANA. Per la prima volta nella storia di Electrolux, e prima ancora di Zanussi e Zoppas, il “gigante del freddo” rimane senza delegati sindacali di fabbrica. I lavoratori non saranno più tutelati, a iniziare da domani, dalle Rsu. Potranno far ricorso esclusivamente alle segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Restano in carica solo i referenti della sicurezza. La direzione aziendale, infatti, ha comunicato venerdì che le Rsu non hanno più l’agibilità sindacale. Le stesse erano scadute ancora all’inizio di luglio, ma per il rinnovo l’Electrolux aveva concesso una proroga sino a fine settembre. Ma le tre principali organizzazioni di rappresentanza non hanno chiesto l’elezione dei nuovi delegati, in considerazione del licenziamento di Augustin Breda, storico esponente della Fiom di fabbrica. Fiom che è ricorsa alla magistratura per la presunta attività antisindacale dell’Electrolux. Il 28 settembre c’è stata la prima udienza in tribunale a Treviso, peraltro subito rinviata al 12 ottobre perché l’azienda ha depositato solo quel giorno la sua memoria. Fim, Fiom e Uilm hanno la possibilità di chiedere, già nei prossimi giorni, la convocazione delle elezioni. I vertici romani, in qualche misura, stanno sollecitando questo adempimento per dare copertura alla rappresentanza interna. Tra l’altro a Susegana era operativo un accordo che prevedeva per i delegati la massima agibilità, addirittura maggiore di quella consentita dal contratto nazionale. Ma i vertici provinciali dei metalmeccanici sembrano orientati a prendere tempo. Lo conferma Antonio Bianchin, segretario provinciale della Fim Cisl. «La mia organizzazione non intende prestarsi al gioco di chi vuole escludere un delegato di forte rappresentanza, come Breda, dalle prossime Rsu. La Fim, pertanto, non solleciterà affatto l’elezione dei delegati e, come succede in altre fabbriche, aspetterà i tempi necessari della chiarificazione». I tempi potrebbero essere quelli della sentenza del tribunale, rispetto al ricorso della Fiom per attività antisindacale di Electrolux. Ma, come è noto, c’è anche il procedimento avviato direttamente da Breda, contro il suo licenziamento. Ieri, intanto, i lavoratori sono ritornati in fabbrica per l’ultimo sabato di straordinario del mese di settembre. Sorpresa: i volontari sono stati inferiori al solito, per cui le linee di montaggio operative sono state limitate a due. Secondo i delegati di fabbrica, questo è l’effetto del mancato accordo dell’azienda con il sindacato. Il confronto, come si ricorderà, era avvenuto il 26 settembre, a Mestre. In quella circostanza era emersa soltanto l’intesa sugli incentivi per le dimissioni. Proprio in questi giorni c’è un appello, maturato tra le stesse linee di montaggio, per cui si invitano i lavoratori a non aderire a questa opportunità.

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