Paralizzato dopo un tuffo recupera l’uso del braccio grazie a un chirurgo di Treviso

La vicenda coinvolge un giovane rimasto paralizzato due anni fa dopo un tuffo in piscina e vede coinvolto un chirurgo trevigiano. La diagnosi era pesantissima: frattura di quinta e sesta vertebra cervicale. Non potrà tornare a camminare, ma con l’intervento chirurgico eseguito ieri a Villa Salus di Mestre, un ragazzo lombardo di 20 anni a breve potrà ricominciare a usare le braccia, arrivando perfino a sostenere l’esame per la patente

TREVISO. Non potrà tornare a camminare, ma con l’intervento chirurgico eseguito ieri a Villa Salus di Mestre, un ragazzo lombardo di 20 anni a breve potrà ricominciare a usare le braccia, arrivando perfino a sostenere l’esame per la patente. La vicenda coinvolge un giovane rimasto paralizzato due anni fa dopo un tuffo in piscina e vede coinvolto un chirurgo trevigiano. La diagnosi era pesantissima: frattura di quinta e sesta vertebra cervicale, e conseguente tetraplegia. Il tutto nel giorno del diciottesimo compleanno del ragazzo.

Dopo una lunga fase di riabilitazione, il giovane è arrivato a Villa Salus all’inizio di quest’anno, venendo sottoposto a due interventi chirurgici tra gennaio e marzo. Protagonisti il dottor Paolo Panciera, responsabile della Chirurgia della mano e della Spasticità a Villa Salus – e figlio del noto primario Cesare Panciera, per anni al Ca’ Foncello – e la collega francese Caroline Leclercq dell’Istitut de la Main di Parigi.


Intervenendo sulle spalle del giovane ne hanno permesso il recupero dell’estensione delle braccia fino ai gomiti. Ieri, dopo tre ore di operazione, i due chirurghi hanno lavorato alla seconda fase per arrivare a ridare mobilità agli arti superiori. Sono intervenuti sui quattro muscoli che dal gomito destro si connettono alla mano, con l’obiettivo di ridare la capacità di estendere il polso e flettere le dita, e fare una pinza efficace tra pollice e indice per permettergli di afferrare gli oggetti.

In seguito saranno eseguite altre due operazioni per completare il lavoro anche nell’avanbraccio sinistro. «Il nostro obiettivo è quello di ridare a questo ragazzo una funzionalità degli arti superiori, cosa normalmente impensabile per un tetraplegico», afferma il dottor Panciera, «ridandogli la possibilità di mangiare, cambiarsi il catetere, alzarsi di tanto in tanto dalla carrozzina per evitare le piaghe da decubito, oppure muoversi più facilmente con la stessa sedia a rotelle e in piena autonomia. Ma pure dargli la possibilità, in un secondo momento, di sostenere l’esame per la patente».

L’intervento chirurgico di a Villa Salus rappresenta uno dei pochi esempi simili nel nostro Paese e in Europa. «La chirurgia della mano viene da noi praticata da diversi anni in un’ottica di continua crescita, e il nostro auspicio è di farne un punto di eccellenza riconosciuto da Usl 3 e Regione», spiega il trevigiano Mario Bassano, direttore generale vicario di Villa Salus. Giuseppe Dal Ben, direttore generale della Usl 3, sottolinea «l’importanza di quanto fatto a Villa Salus, nel contesto di una sinergia tra strutture accreditate e ospedale dell’Angelo», mentre per il governatore Luca Zaia, «si ha la conferma di come in Veneto esista una qualità sanitaria diffusa, sulla quale si sviluppa una sfida virtuosa a chi fa meglio tra il pubblico e il privato convenzionato».

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