Montebelluna: debiti e guerra interna, timori per il futuro della Lotto

Montebelluna. La società ha oltre 71 milioni di euro di passività a bilancio, ora la grana del pignoramento azionario. Paura tra i lavoratori, i sindacati cercano di tranquillizzare: «Vigileremo, il marchio è forte e ce la farà»

MONTEBELLUNA. Debiti e guerra interna, gli scricchiolii in Lotto spaventano i lavoratori. Inciderà sull’andamento di Lotto Sport Italia la guerra intentata dall’ex socio Gianni Lorenzato che ha fatto pignorare per violazione dei patti parasocietari azioni per poco più di 3 milioni di euro ad Andrea Tomat e Adriano Sartor, che detengono il 100% della società?

Per ora le organizzazioni sindacali non hanno avvisaglie di un terremoto sul marchio della doppia losanga in seguito alle risultanze del lodo arbitrale deciso dal tribunale civile di Treviso per la causa intentata dall’ex vicepresidente della azienda calzaturiera che ora ha la sua sede a Trevignano, nella palazzina che un tempo ospitava gli uffici della Nordica, dove si era trasferita dalla sede storica di San Gaetano.

«La Lotto ha da alcuni anni in corso la revisione dei debiti con le banche ma è anche un marchio importante, non vedo grossi rischi da questo pignoramento seguito alla causa intentata dall’ex socio – dice Gianni Boato, della Cisl – Certo staremo a vedere cosa succede. Di lavoro al momento ce n’è». I lavoratori non dormono certo sonni tranquilli, però. «Verificheremo cosa accadrà e quali possibili riflessi ci possano essere», spiega Cristina Furlan della Cgil.


A Trevignano la Lotto ha in pratica la parte “pensante” della società, mentre la produzione avviene altrove. È una società nata alla fine degli anni Novanta, quando la cordata di cui facevano parte Andrea Tomat, Adriano Sartor, Roberto Danieli, Franco Vaccari, Giancarlo Zanatta e Gianni Lorenzato aveva battuto la concorrenza di Invicta (Diadora) e aveva rilevato il marchio della doppia losanga. Lì c’era il gotha storico del calzaturiero made in Montebelluna, con Tomat e Sartor (Stonefly), Giancarlo Zanatta (Tecnica), Franco Vaccari (prima Nordica e poi Dolomite) Roberto Danieli (Diadora prima di cederla a Invicta). Poi erano usciti i nomi più storici del calzaturiero, era successivamente uscito anche Lorenzato che deteneva il 12% e tutto il pacchetto azionario era rimasto di fatto nelle mani di Tomar e Sartor.

Adesso è arrivata la tegola del pignoramento deciso nel lodo arbitrale di azioni per oltre tre milioni di euro in un periodo non certo facile per il settore calzaturiero in generale, anche se dal 2015 la Lotto è tornata a fare utili, sta procedendo con la ristrutturazione dell’esposizione bancaria. A bilancio 2015 Lotto Sport Italia ha debiti commerciali per quasi 26 milioni di euro e verso banche e società di leasing per oltre 43 milioni, numeri in peggioramento rispetto il 2014.


 

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