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Ponte di Piave, saetta abbatte il crocifisso: tetto della chiesa lesionato

Levada. Il maltempo manda in frantumi il Cristo posto sulla guglia più alta Transennato il sagrato e chiusa la porta principale. Danni all’impianto elettrico

di Alvise Tommaseo
1 minuto di lettura

PONTE DI PIAVE. In concomitanza con il maltempo che ha flagellato Jesolo la scorsa settimana, si era scatenato un fortissimo temporale anche a Levada. Nell’occasione una saetta si era scaricata sulla guglia più alta della chiesa parrocchiale mandando letteralmente in frantumi il crocifisso in acciaio e la sfera di pietra dove era infisso.

Nei giorni successivi il parroco don Gianni Biasi ha ritrovato frammenti della guglia, addirittura, davanti all’ingresso della canonica che si trova a molte decine di metri di distanza.

La poderosa scarica elettrica ha lesionato anche una piccola parte del tetto, tanto è vero che la pioggia è penetrata all’interno dell’edificio religioso.

La parte inferiore della guglia colpita attualmente è penzoloni, trattenuta dalla guaina impermeabilizzante del tetto. Per queste ragioni la chiesa è praticabile, ma è stato interdetto l’ingresso dalla porta principale, mentre tutto il perimetro del sagrato è transennato.

«Alcuni residenti mi hanno riferito», spiega don Gianni, «di aver visto quel pomeriggio una fiammata scaricarsi sul tetto della chiesa e di aver sentito in contemporanea un boato fortissimo». In quel momento, in tutta la zona, imperversava un temporale caratterizzato da un vento impetuoso, oltre che da innumerevoli tuoni e fulmini.

L’indomani il sacerdote verificava che era saltato l’impianto elettrico della chiesa, della canonica e dell’oratorio, mentre alcuni parrocchiani rinvenivano sul sagrato schegge di pietra e muratura. Da lì scaturiva la scoperta che la guglia più alta della chiesa era stata centrata dalla saetta.

La chiesa di Levada è stata costruita giusto un secolo fa, in quanto la sua costruzione ebbe inizio prima dello scoppio della Grande Guerra e fu poi ultimata nel 1920.

La sua facciata si caratterizza per le cinque guglie posizionate su varie altezze; il fulmine ha colpito quella in centro posta in corrispondenza della porta principale. «Il crocifisso infisso sulla cima», puntualizza il parroco, «rappresentava il punto più alto della chiesa e dello stesso campanile».

Del danno sono stati informati l’Ufficio Arte Sacra della diocesi di Treviso e la Sovraintendenza di Venezia, oltre che la compagnia assicurativa. «Mi auguro», conclude don Gianni Biasi, «che il tutto possa essere ripristinato al più presto, in modo da poter consentire ai fedeli di usufruire del sagrato e di poter accedere alla chiesa attraverso l’entrata principale».
 

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