Urtato dal furgone, muore in ospedale

Nulla da fare per Ernesto Della Giustina, 66 anni di Longhere, centrato e spinto nella scarpata mentre va al bar a piedi

VITTORIO VENETO. Stava camminando all'alba lungo il ciglio della strada quando è stato investito da un furgone e scaraventato nella scarpata. Ha perso la vita così Ernesto Della Giustina, 66 anni, residente in via delle Fosse 60 a Longhere.

Una giornata tragica per il Vittoriese: qualche ora dopo un’altra donna di 85 anni a piedi è stata investita a Cappella Maggiore sule strisce pedonali ed è morta in ospedale. L'incidente di Della Giustina si è verificato ieri mattina alle 5.40 in un tratto rettilineo di via Vallata, senza marciapiede né pista ciclabile, estremamente pericoloso. Della Giustina era uscito a piedi di buon ora, come era solito fare per recarsi al bar del distributore Jet +. L’uomo, giunto nei pressi della Termotecnica Della Giustina, è stato urtato con lo specchietto da un furgone da 35 quintali condotto da A.D.V, 34 anni, residente a Revine. Il furgone che lo ha superato era diretto verso sud in direzione Porta Cadore. Dopo l'urto il povero Della Giustina è volato per qualche metro finendo nella scarpata a bordo strada. È stato soccorso dai passanti.Trasportato all'ospedale di Costa, i sanitari hanno tentato l’impossibile, richiedendo anche l'intervento dell'elicottero del Suem, ma il pensionato è morto dopo due ore di agonia. Sul luogo dell'incidente è intervenuta la Polstrada di Vittorio Veneto per stabilire l'esatta dinamica del sinistro. Nella scarpata sono ancora visibili i resti dell'impatto con il furgone.

La notizia della tragica scomparsa di Ernesto Della Giustina ha turbato la piccola frazione di Longhere. L'uomo era solito percorrere quella strada almeno tre volte al giorno. «Era qui tutti i giorni », raccontano al bar “Al Baret”, nell'area di servizio del Jet +, «ieri mattina stava venendo qui per bersi il suo solito cappuccino. Poi tornava al pomeriggio per il caffè e alla sera veniva a salutarci mentre facevamo le pulizie per la chiusura del locale. Era una persona tranquilla, non dava fastidio a nessuno, sempre educato con tutti. Non meritava una fine così». Ernesto percorreva tante volte al giorno via Vallata, anche per fare le spese.

«Purtroppo temevamo che potesse finire così», affermano alcuni vicini di casa, «questa è una strada pericolosa. A volte lui camminava proprio sul bordo strada con le auto che gli sfrecciavano accanto». Della Giustina viveva non lontano, in via delle Fosse. Da giovane aveva lavorato, poi erano subentrati problemi personali.

L'incidente di ieri ha messo ancora una volta in evidenza la pericolosità della via della Valsana. «È una strada maledetta», tuona Silvano De Nardi, presidente di Quartiere della Val Lapisina, «qui si contano ormai quattro, o addirittura cinque morti. Da vent'anni chiediamo una modifica della viabilità. Bisogna trovare una soluzione, o installando dei dissuasori, oppure realizzando una piccola rotonda. Anche questa strada sta diventando un piccolo Mugello, come il Fadalto. È pericoloso, per esempio, uscire da via delle Fosse, le auto che arrivano da nord spesso vanno a folle velocità».


 

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