Il maltempo a Vittorio Veneto: danni per milioni di euro coinvolte 500 aziende

Maltempo a Vittorio Veneto.Restano molte ferite aperte nel Vittoriese dopo la violenta grandinata di domenica. Tanto che l'elenco dei danni assomiglia a un vero e proprio bollettino di guerra

VITTORIO VENETO. Restano molte ferite aperte nel Vittoriese dopo la violenta grandinata di domenica. Tanto che l'elenco dei danni assomiglia a un vero e proprio bollettino di guerra. Ieri il sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon, dopo una riunione straordinaria di giunta, ha presentato alla Regione la richiesta dello stato di calamità. Per tutta la mattinata i tecnici hanno eseguito sopralluoghi in tutti gli stabili di proprietà comunale. Il maltempo è stato molto violento soprattutto nella zona nord orientale di Vittorio Veneto.

Maltempo al Nord: grandine e allagamenti da Treviso a Gorizia

Ieri gli uffici del comando di polizia locale sono stati presi d'assalto dai cittadini tanto che è stato predisposto uno sportello ad hoc presso l'ufficio tecnico del Comune per raccogliere le segnalazioni. Gli uffici della Protezione Civile della provincia di Treviso hanno attivato le urgenti procedure coinvolgendo tutti i comuni colpiti. «È un atto doveroso e solidale», ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Marcon.

Intanto le carrozzerie e le assicurazioni del vittoriese hanno registrato il tutto esaurito. «Non si è salvata un'auto lungo via Garibaldi, piazza San Francesco e Diaz», racconta uno dei titolari dell'Art Caffè Le Maschere, «per diversi secondi abbiamo visto scendere dal cielo chicchi di grandine grossi come pesche senza che ci fosse una goccia d'acqua». La zona dei Frati, il centro, Meschio e Costa tra le più colpite. Il bilancio è pesantissimo: case allagate, lucernari e tetti rotti, finestre divelte, capannoni scoperchiati, auto distrutte. Nelle strutture della casa di riposo del Cesana Malanotti di via Carbonera danneggiati i pannelli solari e del fotovoltaico come pure i lucernari degli appartamenti degli anziani ospiti. La grandine ha centrato anche tutti gli otto automezzi dell'Istituto.

Nell'ospedale di via Forlanini si contano vetri infranti, tapparelle e tubature danneggiate. Tragedia sfiorata invece nel capannone dell'ingrosso carta Manighetti di via Marinotti. La grandine ha spaccato le lastre del magazzino La struttura è stata evacuata per pericolo crollo. «È stata come una mitragliata, sono volati pezzo di vetro, se non fosse successo di domenica qualcuno ci lasciava la pelle», racconta il titolare dell'ingrosso. I danni in carta e attrezzature si aggirano sui 200 mila euro. In ginocchio anche il Marco Polo Sporting Center di via De Nadai. I danni soprattutto al tetto del bar, alla terrazza, al gazebo. Rovinati anche i campi da golf del vicino Golf Club. Non è stato risparmiato neppure il supermercato Coop dove si sono registrati danni alla copertura. Conta dei danni anche al distributore di benzina Eni di viale del Cansiglio. La grandine ha rotto la copertura del lavaggio e l'illuminazione attorno alle pensiline del distributore. Rotti anche i vetri alla scuola Crispi e all'Istituto Luzzatti. A Tarzo si sta facendo la conta dei danni soprattutto a vigneti, campo di mais e frutteti.

A Cappella Maggiore è stata colpita la frazione di Anzano con danni alle colture, alle abitazioni e alle auto. Una ventina di chiamate sono arrivate dal Comune di Fregona ai vigili del fuoco, intervenuti per allagamenti di case e sistemazioni di tetti, oltre che per spegnere un principio d’incendio in Valsalega, per cause derivanti probabilmente da una scarica elettrica, e per tagliare alcune pianti cadute sulla provinciale del Cansiglio. I disagi maggiori si sono avuti nella frazione di Breda a Fregona centro e nelle zone di Piadera e Ciser. «Nella terra del Torchiato di Fregona», sottolinea Coldiretti, «i chicchi di ghiaccio hanno atterrato mais, coltivazioni di patate, distruggendo serre». Secondo Coldiretti solo per l’agricoltura si calcolano almeno 2 milioni di euro di danni nella zona pedemontana, con 500 aziende coinvolte.

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