San Pietro di Feletto: vendemmiò con i parenti, rischia 12mila euro di multa

Parenti e amici l’aiutano a vendemmiare, rischia una multa da 12mila euro. Protagonista della vicenda, Antonio Serafin, 67enne di San Pietro di Feletto

SAN PIETRO DI FELETTO. Parenti e amici l’aiutano a vendemmiare, rischia una multa da 12mila euro. Protagonista della vicenda, Antonio Serafin, 67enne che risiede in via del Rocol a San Pietro di Feletto, titolare dell’omonima ditta individuale.

I suoi avvocati, Nicola Mladovan e Sandra Ciriello, hanno già presentato ricorso sia alla Direzione del Lavoro di Treviso che a quella di Venezia, senza ottenere risposta. Se entro il 13 luglio non avranno un riscontro, partirà l’ordinanza-ingiunzione. Il 23 settembre 2016 Serafin chiama il genero, i consuoceri e un amico, per la vendemmia del proprio vigneto prosecco Docg di nemmeno un ettaro, che si sarebbe conclusa in una giornata di lavoro. Una vendemmia familiare, come accade spesso nel territorio.

Quel giorno Serafin riceve però la visita degli ispettori della DTL di Treviso che riscontrano una violazione amministrativa: parenti di fatto e amico sono “lavoratori in nero”.

Il felettano si vede recapitare il verbale da 6mila euro nel caso mettesse in regola i lavoratori per almeno 3 mesi. Una circostanza impossibile perché Serafin non ha i numeri per assumere, tanto meno i lavoratori vogliono farsi assumere (il genero lavora, gli altri sono pensionati). Serafin rischia così una sanzione di 12.000 euro (3.000 per ogni lavoratore per un solo giorno).

«Dopo la prima memoria inviata alla DTL di Treviso, con la richiesta di audizione di Serafin e delle persone coinvolte, non abbiamo ricevuto risposte - spiegano i legali - abbiamo dovuto presentare ricorso ex art. 17 D.Lgs. 124/04 alla Direzione Interregionale di Venezia. Se questa non si pronuncia entro il prossimo 13 luglio, il silenzio sarà considerato come rigetto del ricorso e il Serafin riceverà l’ordinanza-ingiunzione, da impugnare avanti il Tribunale ordinario. La DTL dimostra poca ragionevolezza: per un solo giorno di “presunto” lavoro nero, Serafin si vede applicare la stessa sanzione, da 1.500 a 9mila euro per ciascuna persona, prevista in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di lavoro».

(sa.b.)
 

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