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«Don Nilo, grazie di tutto», l’abbraccio dei felettani

Santa Maria di Feletto, chiesa e sagrato strapieni per l’ultimo commosso saluto. La portavoce dei parrocchiani: «Vicino a bambini, giovani, anziani, associazioni»

di Silvia Ceschin
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SAN PIETRO DI FELETTO. Tutta la sua grande famiglia si è riunita ieri per l’ultimo saluto a monsignor Nilo Tonon nella chiesa di Santa Maria di Feletto che per oltre 50 anni è stata la sua casa. Una guida spirituale di grande spessore, un uomo illuminato dedito al bene dei suoi parrocchiani e un mecenate per la sua gente.

Monsignor Nilo Tonon, scomparso alla soglia dei 96 anni, lascia ai suoi fedeli un’importante eredità fatta di opere tangibili e soprattutto morali. «Una persona di grande libertà interiore, un uomo che non aveva paura di dire la verità, – ha ricordato durante le celebrazione monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto – non mancava di osservazioni critiche che però sapeva far accettare positivamente, in lui non ho mai colto nessun risentimento. Lo distingueva un profondo senso di obbedienza e di rispetto verso i confratelli. Si è sempre preso cura della sua comunità alla quale insegnava la via del Signore secondo il progetto di Dio, con un profondo senso di misericordia. Don Nilo ci ha educato ad avere i piedi ben radicati per terra ed essere allo stesso tempo protesi verso un’autentica speranza cristiana: questa fiducia nella vita eterna è ciò che gli ha permesso di essere sereno anche in vecchiaia».

Monsignor Nilo Tonon, parroco dal ’46, era originario di Castello Roganzuolo. Per circa 14 anni fu vicerettore del Collegio “Dante Alighieri” di Vittorio Veneto prima di giungere alla sua ultima missione nella parrocchia di Santa Maria nel 1965. Oltre 50 anni di vita condivisa nel segno della collaborazione, della verità e dell’ausilio con la piccola comunità insediata sulle colline.

Don Nilo amava conoscere personalmente i suoi parrocchiani con i quali trascorreva la maggior parte del suo tempo discorrendo di cultura, religione e ascoltandone bisogni ed esigenze. Proprio per la sua amata comunità si è prodigato nella fondazione di due strutture divenute negli anni eccellenze del territorio: l’asilo e la casa per anziani. Negli anni sono state tante le onoreficienze di cui Don Nilo è stato insignito, ma il riconoscimento più ambito si è letto negli occhi delle persone comuni che lo hanno salutato ieri. «Don Nilo ha fatto crescere la nostra comunità, – ha omaggiato la portavoce dei parrocchiani di Santa Maria – ha avuto attenzione per tutte le categorie: bambini, giovani, anziani, sportivi e associazioni. Il suo silenzio nel compiere il grande passo ci ha lasciati ancora una volta increduli. Lo vogliamo ricordare con una frase attribuita a Sant’Agostino che lui amava ripetere spesso: “Chi canta bene, prega due volte”. Arrivederci Don Nilo». A rendere omaggio a Don Nilo anche tanti parroci, gli alpini, le autorità.
 

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