Piscine, Zanoni con Asolo «Ora un divieto regionale» 

Il consigliere Pd chiede una legge per impedire ai privati la costruzione di vasche Regosa: manca una visione comprensoriale, nei comuni vicini tutto è consentito 

ASOLO. « E ora fare una legge regionale per vietare la costruzione delle piscine private». È la proposta del consigliere regionale Pd Andrea Zanoni che appoggia la scelta del sindaco Mauro Migliorini di stoppare la costruzione di vasche private in città. Favorevoli al nuovo regolamento urbanistico sono l’intera maggioranza e la minoranza di Asolo Viva. Astenuta la Lega capitanata da Nico Cunial. La costruzione delle piscine è consentita solo a strutture ricettive, quali hotel, alberghi e b&b. «Alla fine le piscine si potranno fare», sottolinea il capogruppo di Asolo viva, Andrea Regosa, «ma solo in strutture ricettive, dovranno avere canoni estetici ben definiti in modo da inserisci nel territorio in maniera sobria e avere delle tecnologie per il recupero delle acque meteoriche riducendo al minimo l’impatto ambientale. E tutto questo se non ci fosse stata la mozione di Asolo Viva non si sarebbe ottenuto». Per il consigliere regionale Zanoni che appoggia il sindaco Migliorini in questa scelta, si potrebbe «fare una legge regionale che vieti la costruzione delle piscine per i privati». «Le piscine oggi sono una fondamentale dotazione per le strutture ricettive», spiega Regosa, «noi avremmo voluto che anche i privati potessero costruirle perché non vediamo un così alto rischio che vengano realizzate le “100 e più piscine” che l’assessore Dalla Rosa aveva paventato durante il consiglio comunale. Non capisco fino in fondo le motivazioni che hanno spinto il vicesindaco Dalla Rosa a voler negare le piscine, una scelta che da quanto emerso durante il consiglio comunale, non è stata nemmeno condivisa all’interno della maggioranza stessa visto che l’assessore al turismo Gerardo Pessetto ha preso la parola per appoggiare la mia mozione contraddicendo Dalla Rosa». Niente più piscine in città, ma nel resto dei comuni della Pedemontana e dell’Asolano tutto ancora è concesso. «I Comuni limitrofi come la pensano? Mi risulta che sia concesso farle in tutti i paesi vicini ad Asolo e quindi trovavo fosse veramente assurdo vietarle solo noi che siamo un importante polo turistico», chiude Regosa, «perché la motivazione principale per il divieto promosso dal vicesindaco era che le piscine col loro impatto visivo sulla fruizione del territorio potevano compromettere l’esito positivo della richiesta di aggregare il territorio Asolano al territorio del prosecco di Conegliano-VAldobbiadene che sta richiedendo il riconoscimento da parte dell’Unesco». (v. m.)

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