Trovata a Miane la tomba del soldato disperso dal 1918

Il mianese Samuele Massimo Bortolini morto a 31 anni in un lager polacco è sepolto al cimitero italiano di Breslavia

MIANE. Catalogato ufficialmente come disperso della Grande Guerra e inserito nella lista dei nomi che campeggiano dal 1922 sul monumento ai Caduti per la Patria nella piazza del municipio di Miane. Ci sono voluti quasi 100 anni dalla sua morte, avvenuta il 27 gennaio 1918, per scovarne la tomba al Cimitero Italiano Caduti Prima Guerra Mondiale di Breslavia, in Polonia.

E' la storia simbolo del soldato mianese Samuele Massimo Bortolini, 36esimo reggimento fanteria, compagnia mitragliatrici, brigata Pistoia, deceduto per malattia in un campo di concentramento in Polonia al termine della Prima Guerra Mondiale. E' una casualità che ha chiuso, dopo quasi un secolo, il cerchio sulla storia di Samuele Massimo Bartolini e sul mistero che ancora avvolgeva la sepoltura del suo corpo.

Nel 1922, anno di realizzazione del monumento ai Caduti, il suo nome era trascritto nei documenti del Ministero della Difesa tra i dispersi. Solo nel 2008, per interessamento dell'Alpino di Miane Franco De Biasi, che si stava occupando di ricostruire le storie di 132 militari della Grande Guerra, quel nome scritto sul marmo acquistò una terza dimensione. Divenne la storia di un uomo chiamato a combattere per la difesa del proprio Paese e mai più tornato a casa perché deceduto in un campo di prigionia. E' dall'Albo d'Oro dei Caduti che giunge la testimonianza del decesso nel 1918 (anno che registrò un'alta mortalità tra i reclusi nei campi di concentramento) per le complicazioni di una polmonite, del milite 31enne, confinato in fase terminale nel lazzaretto per prigionieri di guerra di Lamsdorf, nella Polonia sud-occidentale.

A mancare nella storia di Samuele Bortolini fino a ora, era però il tassello fondamentale, ossia la testimonianza dell'avvenuto decesso: la lapide sulla quale i parenti più prossimi non hanno mai potuto piangere o depositare un fiore. E' stata una foto di un turista in visita al campo di concentramento di Lamsdorf a portare alla luce la tomba che custodisce da quasi 100 anni i resti del fante di Miane e chiudere così, definitivamente, il lungo mistero della scomparsa del suo corpo. Sono stati principalmente due gli impedimenti che hanno reso impossibile risalire prima, attraverso i documenti, all'ubicazione della tomba di Samuele Bortolini: innanzi tutto il nome sulla lapide fu trascritto in maniera errata (Bartolini) e in secondo luogo, l'affermazione del governo italiano che sosteneva di aver riunito nel 1927, tutte le spoglie dei soldati italiani deceduti in prigionia in località polacche (confini attuali), nel cimitero militare di Bielany, a Varsavia. Ora che esiste, ed è noto, il luogo di sepoltura di Samuele Bortolini, il destino vuole però, che siano irrintracciabili i suoi discendenti e dunque che la notizia del ritrovamento dei suoi resti rimanga senza un diretto destinatario.

Massimo Samuele Bortolini, nato a Miane il 14 ottobre 1886, figlio di Antonio e Angela Zambet, aveva almeno altri due fratelli, uno morto nel 1915 e l'altro nel 1917. Null'altro è stato possibile conoscere su eventuali altri discendenti.

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