Volpago: pensa che sia il marito, erano i ladri alla porta

Paura a Volpago: il rumore sulla serratura, il tentativo di intrusione, poi la fuga. La padrona di casa: «Scappati quando ho parlato, da giorni gira gente sospetta»

VOLPAGO DEL MONTELLO. Sente il rumore caratteristico che fa chi cerca di infilare la chiave nella serratura della porta, pensa che sia il marito, gli dice di accendere la luce. Poi silenzio. Apre e non vede nessuno. Erano i ladri che cercavano di scassinare la porta e se la sono filata appena hanno sentito la voce della donna. È accaduto l'altra sera a Volpago, nella zona peep, verso le 23.

Tamara Bon a quell'ora era sola in casa e stava guardando la Tv. Il marito, Franco Scala, era andato a una conferenza. A un certo punto quel rumore come di chi cerca di infilare la chiave nella toppa senza riuscirci bene. Solo che non era il marito di ritorno. «Appena ho sentito quel rumore ho pensato che fosse mio marito che stava rincasando e non riusciva a infilare la chiave nella serratura -racconta Tamara Bon - allora ho chiamato ripetutamente “Franco, Franco” e gli ho detto di accendere la luce per vedere dove era il buco della serratura. Poi, il silenzio. A quel punto sono andata alla porta, ho aperto e non ho visto nessuno. Saranno passati una ventina di secondi tra quando ho sentito il rumore e quando sono andata ad, aprire ma fuori non c'era più nessuno». E infatti il marito doveva ancora rincasare, era ancora alla conferenza quando c'è stato quel tentativo di aprire la porta.

Ladri certamente, che pensavano di non trovare nessuno in casa o di trovare i residenti già a letto a dormire, e che sono fuggiti nonappena hanno sentito la donna chiamare a voce alta il marito. Un sospetto più che plausibile anche se poi fuori non è stato visto nessuno, corroborato dal fatto che da alcuni giorni i residenti nel peep di Volpago segnalano presenze di persone sospette.

«In effetti la gente qui da alcuni giorni parla di persone sospette -prosegue Tamara Bon - persone che arrivano in macchina, scendono, vanno avanti e indietro a piedi, osservano i cancelli e poi risalgono in auto e ripartono». Tecnica solita: prima si studia il posto e poi si colpisce. E l’altra notte anche casa Scala-Bon doveva essere nel mirino dei ladri, tentativo sventato dal fatto che la donna era sveglia e, pensando che fosse il marito che stava rincasando, lo aveva chiamato per nome ad alta voce. Paura per quanto accaduto? «Sul subito no -risponde Tamara Bon - o almeno non più di tanto perché quando ho aperto non c'era nessuno. Poi ripensandoci, un po' di timore l'ho avuto, pensando a tante cronache che parlano di ladri che ti entrano in casa e ti picchiano per avere i soldi. Fortunatamente - conclude la donna - non è accaduto nulla del genere ma un po' di timore che possa accadere ovviamente c'è».

 

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