Prosciutto tarocco, il Nas in 5 aziende di Treviso

Nel mirino dei carabinieri allevamenti e macelli: l’operazione a tutela del marchio Igp del San Daniele Dop

TREVISO. Blitz dei carabinieri del Nas di Udine e dei funzionari dell’Ispettorato Repressioni frodi Nordest in cinque aziende tra allevamenti e stabilimenti di produzione di prosciutto nella Marca. Si tratta di un’operazione che s’inquadra nell’ambito di una lunga indagine sulle frodi ai danni dei consumatori e per la tutela e la qualità dei prodotti ad Indicazione geografica tipica nel settore alimentare. In particolare nella produzione del prosciutto San Daniele Dop e Parma. I carabinieri hanno perquisito uffici e abitazioni degli indagati a caccia di documenti che possano suffragare le ipotesi di accusa.

Si tratta comunque di un’operazione ad ampio raggio che, oltre alla Marca, coinvolge anche altre otto province: Pordenone, Udine, Gorizia, Milano, Padova, Brescia, Verona e Vicenza. A coordinare le indagini è la procura della Repubblica di Pordenone che, nel registro degli indagati, ha iscritto il nome di trenta persone. Tra questi anche i titolari di studi professionali. L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata ad alterare le caratteristiche di qualità e tipicità richieste per produrre prosciutti Dop. Le perquisizioni si sono protratte per tutta la mattinata ed hanno permesso agli investigatori di sequestrare parecchio materiale utile per ricostruire la tracciabilità della carne usata per produrre i prosciutti in questione.

Bocche cucite, negli stessi ambienti investigativi, sia sull’identità degli indagati che sulle ditte coinvolte. «Siamo ancora agli albori dell’indagine - spiega il comandante del Nas di Udine - e non possiamo dare ulteriori dettagli per non rischiare di rovinarla».

Ad operazione in corso il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto, in un comunicato stampa, la propria posizione: «All’alba di oggi l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi, su delega della Procura della Repubblica, sta effettuando decine di perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto all'interno di imprese attive nel settore suinicolo e nella fornitura di materiale genetico agli allevamenti. L'operazione mira a tutelare le produzioni a denominazione di origine protetta Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele Dop».

Indagati oltre 30 titolari di imprese accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata, che avrebbero utilizzato suini non ammessi dal disciplinare di produzione, vale a dire senza le caratteristiche di qualità e tipicità richieste per produrre prosciutti Dop.

«Il ministero - afferma il Ministro Maurizio Martina - conferma la massima attenzione nella tutela delle produzioni italiane di qualità e della sicurezza dei consumatori che, in tutto il mondo, chiedono il vero “made in Italy” agroalimentare. Questo vuol dire anche salvaguardare il lavoro delle aziende oneste che ogni giorno, con passione e professionalità, contribuiscono a garantire l'eccellenza del comparto».

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