Pista da cross, chiesti i danni al Comune

Azione legale di residenti, ambientalisti e M5S contro amministrazione e motoclub: risarcimento e stop all’attività

GIAVERA. Ieri al ristorante Boomerang di Santi Angeli si è tenuto un acceso confronto tra i residenti, le associazioni contrarie alla pista di motocross ed esponenti del motoclub Montello che la gestisce. L'occasione è stata la conferenza stampa aperta al pubblico convocata dal Movimento 5 Stelle, dagli ambientalisti e dal vicino della pista Giorgio Marcon. Lo scopo dell’incontro era presentare l’azione legale con cui vengono chiesti risarcimenti danni al Comune e al motoclub stesso oltre che lo stop all’attività della pista che si trova nell’area montelliana dagli anni Settanta. Nel 2015 la Regione, su sollecitazione del consigliere pentastelato Simona Scarabel, presente alla conferenza di ieri, ha ritirato un contributo di 263 mila euro per il parco Santi Angeli. La pista si trova all'interno di questo parco inaugurato nell'aprile 2014 sotto l'amministrazione di Fausto Gottardo. Secondo la lettera ufficiale inviata a suo tempo da Venezia al Comune di Giavera: «Non si ritengono conseguite né conseguibili le finalità del progetto, che consistono nella valorizzazione turistico ricreativa dell'area». Secondo i residenti e le associazioni ambientaliste, il progetto sarebbe a tutto vantaggio della pista di motocross che si trova nell'area da 40 anni. In questo quadro Alessandra Tura del Wwf ha contestato la convenzione stipulata dall’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Maurizio Cavallin, e il motoclub Montello che riceverebbe in gestione i cinque sesti dell’area per 15 anni potendovi esercitare la propria attività. «C'è continuità tra le due amministrazioni nonostante il colore politico diverso. I soli lavori realizzati sono quelli per ottenere l’omologazione per le gare da parte della federazione motoristica italiana mentre nell’unica parte del parco rimasta sotto gestione comunale vi è una piccola area picnic lasciata marcire nell'incuria», ha commentato Tura. Tra il pubblico vi erano Maurizio Sossai e altri esponenti del motoclub che hanno difeso con forza le loro posizioni. «La pista è lì dagli anni Settanta, non ci si può accusare di aver violato leggi ambientali emanate successivamente. Inoltre chi si lamenta, come Marcon, è venuto ad abitare vicino al circuito quando questo c'era già. Inoltre con la nostra attività facciamo lavorare parecchi locali di Giavera nei giorni in cui ci sono le gare», hanno attaccato dal moto club. Di avviso contrario naturalmente gli ambientalisti. " Non abbiamo nulla contro il motocoss ma li la pista non può starci, vi sono altri posti idonei" ha replicato Tura.

Gino Zangrando

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