Gli occhiali fatti a mano dalla start-up di famiglia

Due fratelli hanno affidato la produzione a venti laboratori di Valdobbiadene I loro prodotti premiati in Germania come una delle linee più trendy al mondo

PADERNO. «Le cose migliori nascono per caso. E anche per i nostri occhiali è stato così: un’intuizione di mio fratello». Sembra facile, da come lo racconta Valentina Hernandez, creare dal nulla una linea di occhiali interamente fatti a mano, trovare distributori in tutto il mondo, farsi valutare la propria start-up 1,1 milioni di euro. Tutto in un anno. Lei e suo fratello Gabriel, origini venezuelane ma trevigiani doc, 37 anni lei e 39 lui, lo hanno fatto davvero. Inventando, nell’autunno 2015, la Portrait Eyewear, un marchio di occhiali di design disegnati da loro e realizzati da una ventina di produttori della zona di Valdobbiadene.

«Gabriel collezionava occhiali vintage, li comprava su Ebay» ricorda oggi Valentina, che abita a Paderno del Grappa, «entrambi avevamo studiato design, a questo punto è nata l’idea di disegnare una linea da lanciare sul mercato. Io, che abitavo già qui, ho conosciuto Lucio Stramare, di Asolo, un consulente di design con la passione per gli occhiali. E da lì siamo partiti». Per una volta, il commercio online ha dato lo spunto per un’avventura artigianale alla vecchia maniera, con le montature degli occhiali prodotte rigorosamente a mano: «Abbiamo coinvolto una ventina di laboratori di Valdobbiadene e dintorni».

Dopo un anno di sforzi, in pieno spirito “glocal” quegli occhiali hanno fatto il giro del mondo. A ottobre 2016 l’esordio sul palcoscenico internazionale con la prima collezione, “The Classics”, presentata alla fiera DaTe di Milano, tra le più rinomate del settore. Quindi, la distribuzione attraverso una serie di punti vendita indipendenti, negozi di ottica con un occhio di riguardo per i prodotti artigianali. A febbraio 2016, la seconda collezione (“Art-Fakt”) battezzata al Mido e selezionata da Cosmopolitan Italia tra i 20 marchi più interessanti e trendy del momento. Quindi - ed è notizia di queste settimane - la valutazione di 1,1 milioni di euro da parte di Tech-Silu, associazione internazionale che calcola il valore di una start-up. Oggi diversi venture capital internazionali hanno messo gli occhi (è proprio il caso di dirlo) sulla Portrait Eyewear, premiata pure con il German Design Award per il packaging in cartone. E adesso? Continuare a crescere o vendere il pacchetto a qualche colosso dell’occhialeria?

Fratello e sorella sembrano avere le idee chiare. Questa avventura è anche (e soprattutto) un affare di cuore. «Abbiamo anche ridato vita ad alcune lavorazioni in disuso» racconta Valentina, diplomata a luglio alla business school Cimba, «per gli artigiani la nostra produzione rappresenta una sfida. Con questo progetto loro hanno modo di rimettere in campo un’abilità, una manualità che dev’essere perpetuata. I nostri occhiali devono rispecchiare tutto questo». La sua start-up controlla ogni passaggio della filiera, comunicazione inclusa: evita, per esempio, l’uso di fotomodelli conformi agli standard di bellezza solitamente richiesti dal mercato.

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