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Muore a 23 anni in un incidente senza colpa: nessun risarcimento

Iniziato a Treviso il processo per il decesso di Leonard Muca a carico del conducente dell'auto che ha causato il sinistro con un sorpasso azzardato ma anche dell'altro passeggero, che per paura ha tirato il freno a mano

TREVISO. Si è aperto il processo per la morte di Leonard Muca, il 23enne di origine albanese ma residente da anni in Italia con la sua famiglia, nel capoluogo della Marca, ed ex studente dell'istituto Turazza, deceduto in seguito ad un terribile incidente stradale sul quale il giovane non ha alcuna colpa, essendo terzo trasportato. I rinviati a giudizio per omicidio colposo dal giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dott.ssa Barbar ...

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TREVISO. Si è aperto il processo per la morte di Leonard Muca, il 23enne di origine albanese ma residente da anni in Italia con la sua famiglia, nel capoluogo della Marca, ed ex studente dell'istituto Turazza, deceduto in seguito ad un terribile incidente stradale sul quale il giovane non ha alcuna colpa, essendo terzo trasportato. I rinviati a giudizio per omicidio colposo dal giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dott.ssa Barbara Sabattini, infatti, sono due: il conducente dell'auto, ma anche l'altro passeggero.

I tragici fatti risalgono all'8 novembre 2015, alle 16.15. Leonard è seduto sul sedile posteriore a bordo di una Ford C Max guidata da R. I., oggi 22 anni, di Trevignano, mentre sul sedile anteriore destro si trova G. M., pure lui 22enne, di Montebelluna: anche i due amici della vittima, che usciranno quasi illesi, sono di origine albanese. La vettura sta percorrendo via don Minzoni a Contea di Montebelluna, con direzione Caerano San Marco-Montebelluna. Superata una semi curva e percorso un tratto in rettilineo, il giovane conducente effettua un sorpasso azzardato e perde il controllo della macchina, che si gira su se stessa finendo con la fiancata sinistra centro-posteriore contro un grosso albero al margine della strada. L'urto è tremendo e si concentra sulla porta posteriore, non lasciando scampo a Muca: il 23enne, trasportato all'ospedale in condizioni disperate, morirà dopo quattro giorni di agonia, il 12 novembre, per trauma cranico-encefalico ed emorragia cerebrale.

I familiari, distrutti dal dolore, per ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si sono rivolti ai patrocinatori stragiudiziali di Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, a tutela dei diritti dei cittadini, che, tra le varie cose, ha presentato subito la richiesta di risarcimento alla compagnia di assicurazione della vettura, che però ha risposto picche.

Secondo la ricostruzione del sinistro effettuata dal tecnico cinematico incaricato dal Pm, infatti, la perdita di controllo della vettura e la sua rapida rototraslazione sarebbero state determinate anche dall'intervento sul freno di stazionamento azionato da G. M., il passeggero trasportato anteriormente nel veicolo. Un gesto, riconosce però lo stesso Pm, “istintivo, in conseguenza del pericolo imminente percepito”. Sono infatti tutti d'accordo, perito compreso, che le responsabilità dell'accaduto sono da ascrivere essenzialmente al sorpasso azzardato compiuto dal guidatore e dal suo repentino rientro nella propria carreggiata per evitare un veicolo che sopraggiungeva in senso opposto: R. I. nell'effettuare la manovra ha inanellato parecchie infrazioni. Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di “negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme disciplinanti la circolazione stradale.