Aziende di Marca L’Open day fa duemila visitatori

Grande successo di pubblico per l’iniziativa anche a Treviso Tutti i laboratori e le visite hanno registrato il sold out

Porte aperte, sorrisi, giochi e cibo. Ma anche dimostrazioni, conferenze, laboratori. C’è chi ha respirato il profumo dell’impasto di un pandoro fatto come una volta, chi ha imparato a cucinare con un abbattitore domestico. Bocche aperte di fronte alle stampanti 3D, alle visite a una casa domotica. Open factory a Treviso ha fatto il tutto esaurito: duemila persone hanno accettato l’invito di cinque aziende top della Marca: dalla tradizione della Fraccaro Spumadoro di Castelfranco fino all’industria 4.0 prodotta dalla Nice di Oderzo, passando per la Irinox di Corbanese di Tarzo, la Came di Dosson e l’InfiniteArea di Montebelluna. Cinque aziende che hanno fatto il tutto esaurito, per un totale di duemila visitatori.

«Siamo molto soddisfatti del grande passo in avanti che abbiamo compiuto con questa seconda edizione», ha sottolineato il curatore di Open Factory, Antonio Maconi, « soprattutto perché, in un momento nel quale il nostro Paese attraversa grandi difficoltà, significa che le nostre imprese e il nostro territorio hanno ancora la forza per giocare le sfide del futuro».

«Il manifatturiero», continua, «fa parte del nostro dna e oggi abbiamo capito che siamo in possesso di una cultura diffusa pronta a sostenerlo, anche attraverso una sua valorizzazione turistica».

Open factory, nel Triveneto, ha raggiunto quota 15 mila visitatori. E non provenivano solo Triveneto: sono arrivati da Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e, in alcuni casi, persino dal Lazio, dalla Puglia, dalle Marche, dalla Sicilia e dalla Sardegna. Alla Irinox i visitatori si sono divertiti con le dimostrazioni sensoriali. Sul banco di prova l’abbattitore domestico che abbatte le temperature, scongela e cucina. I visitatori sono stati sfidati a riconoscere, di fronte a due pietanze, quale fosse cucinata in modo tradizionale. Alla Came bocche aperte di fronte alla casa domotica. I gruppi sono stati guidati nello showroom, all’interno della casa domotica, nel laboratorio di test prodotto e hanno toccato con mano le nuove tecnologie connesse e gestibili da remoto.

Alla InfiniteArea di Montebelluna l’hanno fatta da padrone le storie di innovazione: i visitatori sono stati accompagnati alla scoperta di uno spazio completamente ridestinato e reinventato per essere luogo in cui “far vivere e far decollare” le Imprese, il Talento e le loro Idee.

Alla Fraccaro Spumadoro invece i visitatori sono stati accolti nella sala del Fraccaro Cafè e immersi nella storia della Pasticceria Fraccaro, avvolti da un dolce e caldo profumo degli impasti e dal caratteristico aroma di vaniglia. I più piccoli sono diventati per un giorno dei veri e propri pastry chef, preparando l’impasto di specialità dolciarie come la Gondoeta e i Croissant. Alla Nice di Oderzo è stata offerta la possibilità di visite guidate all’Headquarter del Gruppo e al progetto Nice Garden. Poi è stata la volta della riflessione sul saggio “Fare è Innovare”, una chiave di lettura sul mondo artigiano, con storie di aziende italiane che si sono distinte per innovazione e capacità imprenditoriale. Ma Open Factory non è stato solo un fenomeno di presenza fisica di 15 mila persone ma anche un grande evento “social” reso possibile grazie a una strategia di promozione digitale che ha permesso alle aziende e ai visitatori di raccontare “in diretta” lo svolgimento della manifestazione. Per tutto il pomeriggio, l'hashtag #openfactory16 è stato tra i trending topic di Twitter.

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