Rapina al portavalori: dall’A14 all’A27, cinque colpi fotocopia

C’è un unico commando dietro agli assalti ai portavalori degli ultimi sei mesi: stessa tecnica e sempre in autostrada

TREVISO. Ci sono molte, troppe analogie, tra l’assalto al portavalori della Civis di martedì pomeriggio nell’A27 e almeno altri quattro colpi, riusciti o falliti, messi a segno negli ultimi sei mesi in Italia. Il 26 aprile sull’A14 a San Giovanni Teatino (Pescara), il 17 maggio a Cesena sull’A14, l’1 giugno a Teramo sempre sull’A14 e il 30 settembre a Collesalvetti (Livorno) sull’A12. Similitudini ora al vaglio della squadra mobile di Treviso che s’è messa in contatto con gli investigatori di altre questure nel cui territorio presumibilmente ha agito lo stesso commando. Il denominatore comune degli assalti ai portavalori sono le autostrade. Il commando s’è dimostrato esperto nell’assalto ai furgoni degli istituti di vigilanza lungo le arterie autostradali. La tecnica paramilitare, il numero di componenti del commando, le armi usate, il blocco del traffico con i camion di traverso alle carreggiate, le bande chiodate e l’uso del flessibile per bucare il tettuccio del portavalori sono altri forti elementi in comune con l’assalto all’A27. Il tutto avvalora e rafforza la pista di un commando paramilitare formato da gente del Sud Italia con possibili complici albanesi.

Il 26 aprile a San Giovanni Teatino, in provincia di Pescara, un commando ha assaltato un portavalori che trasportava un milione e mezzo di euro. I malviventi, che parlavano in dialetto foggiano, avevano chiuso entrambe le corsie dell’autostrada mettendo un camion di traverso e usando il flessibile per fare un foro sul tetto del portavalori.

Il 17 maggio sull’A14, tra i caselli di Valle del Rubicone e Cesena sud un commando composto da una dozzina di persone incappucciate ed armate di mitra ha costretto due furgoni della Civis a fermarsi sparando diversi colpi di mitra. «I banditi sono poi saliti sul tetto del furgone - riferisce il quotidiano Repubblica - dove con un flessibile l’hanno aperto, e nonostante sia entrato in funzione l’allarme schiumogeno, si sono impossessati di un sacco con 600.000 euro». Praticamente la stessa cronaca dell’assalto al furgone della Civis nell’A27.

Altro assalto fotocopia l’1 giugno sull’A14 a Mosciano, in provincia di Teramo. Anche in questo caso autostrada bloccata nel raggio di 4 chilometri da tir messi di traverso, assalto a colpi di mitra da parte di almeno una decina di malviventi, l’uso di bande chiodate per forare le gomme delle auto in transito e l’utilizzo del flessibile per tagliare il tettuccio del blindato che trasportava quasi 2 milioni di euro.

Il 30 settembre il colpo fallito a Collesalvetti, in provincia di Livorno, sull’A12. Anche in questo caso un colpo fotocopia agli altri. Stessa tecnica, stesso numero di malviventi. Troppe coincidenze, troppe similitudini per essere considerati assalti autonomi e slegati a quello dell’A27.

 

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