Sacro Cuore, la fuga del parroco

Don Alberto scrive al vescovo: «Lascio, quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha sentito»

SAN MARTINO DI LUPARI. Don Alberto Bernardi, il sacerdote originario di San Martino di Lupari alla guida da anni della parrocchia del Sacro Cuore a Treviso, giorni fa ha scritto una lettera al vescovo e subito dopo ha lasciato tutti gli incarichi. Non ha salutato nessuno ed è fuggito via, facendo perdere le proprie tracce. «Crisi di vocazione», sussurra qualcuno nel quartiere. «Si è spretato, forse perché si è innamorato», dice qualcun altro. «Lasciatelo in pace, cerca solo un po’ di riposo, è stanco», sostiene un altro parrocchiano. Ma pochi sanno la verità. E il prete non risponde al telefono, se non ai numeri che conosce.

C’è solo una traccia della sua decisione: su Iclesia, social app su internet con le notizie di tutte le parrocchie, nel “foglietto degli avvisi” di domenica 21 agosto, il prete scrive: «Nelle prossime settimane don Alberto sarà assente dalla parrocchia per un periodo di riposo. La messa feriale sarà celebrata da don Giuseppe. Per eventuali funerali rivolgersi a don Ado della parrocchia di San Bartolomeo». Un annuncio all’apparenza normale. Invece, con il senno di poi, era l’avvertimento di qualcosa di meditato, di sofferto, che sarebbe accaduto pochi giorni dopo.

Don Alberto, 45 anni, pochi giorni fa ha lasciato all’improvviso la parrocchia di via Dalmazia a Treviso. Non ancora la tonaca, pare; ma sarebbe questione di ore, mentre sono certe le dimissioni da tutti i suoi incarichi: responsabile dell’emporio solidale Beato Erico di via Battisti, membro del consiglio pastorale, responsabile della Pastorale del Lavoro; gli sono già subentrati altri religiosi.

Prima di andarsene, don Alberto ha scritto una lettera al vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, annunciando la rinuncia agli incarichi, forse anche alla vita religiosa, con una frase sibillina che denuncia comunque una crisi profonda: «Lascio perché quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha sentito», nella Diocesi, tra le file della Curia. Aiuto per cosa? Forse per una fede incrinata, messa alla prova.

Il suo addio è stato comunicato ai parrocchiani mercoledì da don Adriano Cevolotto, vicario del vescovo, durante il consiglio pastorale. Domenica, durante le messe, i celebranti si sono limitati ad annunciare che il parroco se ne era andato. Silenzio assoluto dalla Diocesi, mentre chi lo frequentava all’emporio si limita a dire che negli ultimi tempi il prete sembrava sempre più chiuso in se stesso, come una persona a cui cominciassero a mancare certezze sulla proprio vocazione o, forse, gravata solo da tanta stanchezza. O forse da un sentimento nuovo, che lo faceva vacillare. In queste ore gli sarebbe vicino il fratello, don Maurizio, parroco a San Pio X di San Donà di Piave (Ve).

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