Rifiuti abbandonati nei fossi, multe per tremila utenti

Pugno di ferro del Consorzio: già staccate sanzioni per 120.000€. Agli “ecofurbi” verranno chiesti anche 5 anni di bollette. Multe anche per chi non svuota

C’è voluto un anno di lavoro, giorni e giorni di vera indagine confrontando dati, recapiti, nominativi ma alla fine il Consorzio è riuscito a stringere il cerchio individuando chi potrebbero essere i vandali che ogni notte, in varie parti della provincia, abbandonano sacchi di rifiuti di ogni genere. Sono 3363 infatti le utenze che il Consorzio Priula ha messo sotto la lente di ingrandimento in tutta la provincia. Di queste, 1200 sono già state accertate come fuorilegge facendo scattare la stangata. Ma è solo l’inizio.

Gli utenti fantasma. Il Consorzio ha incrociato l’anagrafe delle famiglie e dei single residenti nei vari comuni con l’anagrafe degli utenti registrati nei propri archivi. Se tutto fosse stato in regola i due valori avrebbero dovuto combaciare. Non è stato così. Il Consorzio ha scoperto quasi 7 mila utenze che pur registrate non avevano mai ritirato i bidoni dell’immondizia nonostante la lettera di avviso regolarmente recapitata all’atto dell’iscrizione in anagrafe. Su queste ha effettuato una ulteriore analisi riuscendo a regolarizzare 3500 utenti e stringendo il cerchio a 3363 nomi. Senza bidoni, dove scaricavano l’immondizia? Facile ipotizzare la risposta visto anche il grande numero di abbandoni rilevato e denunciato dai sindaci dei comuni serviti dal Consorzio nel corso di una delle ultime riunioni del consiglio di bacino. E gli ispettori del Consorzio hanno continuato a indagare.

Alcuni rifiuti abbandonati a lato strada

Oltre 120 mila euro di multe. Le 3363 utenze fantasma sono ora al setaccio per distinguere e scremare seconde case, residenti in realtà “non residenti” ed altri casi specifici (per cui il mancato ritiro dei bidoni sarebbe “giustificato”) dai casi di vera illegalità. Ad oggi questo procedimento ha portato a stanare già 1200 utenze fuorilegge. Per tutte loro nei prossimi giorni scatterà la sanzione da 100€ prevista dal regolamento. Il Consorzio ha già in mano raccomandate e indirizzi. Sarà la prima stangata da più di 120.000 €, poi ne arriverà un’altra.

Seconda stangata: il furbo pagherà gli arretrati. Il Consorzio non farà sconti. Gli ecovandali che fino ad oggi hanno scaricato l’immondizia nei fossi, lungo le strade o altrove non se la caveranno solo con una sanzione da 100 euro. La società infatti imporrà a tutti i 1200 utenti fuorilegge scoperti nella provincia il pagamento di 5 anni di bollette pregresse calcolate in via forfettaria in base al numero di componenti del nucleo familiare e al numero medio di svuotamenti previsto per quella specifica tipologia di utenza.

Sotto la lente chi non svuota. A questa prima attività di indagine svolta sulle utenze che non avevano mai ritirato i bidoni ne sta per seguire un’altra: il Consorzio passerà in rassegna, comune per comune, tutte le utenze registrate che fino ad oggi non hanno mai effettuato svuotamenti. Secondo il Consorzio questo è il secondo profilo dietro il quale si può nascondere l’ecovandalo. «Questa seconda procedura è più complessa» ha spiegato in assemblea Paolo Contò, direttore del consorzio di bacino Priula, «perchè prevede anche l’intervento delle singole amminstrazioni e delle polizie locali». I vigili infatti potrebbero essere chiamati ad effettuare veri accertamenti nelle abitazioni per verificare chi siano questi utenti a “produzione zero”. Il sistema di verifica è stato testato a Caerano un anno e mezzo fa ed ora verrà attuato in tutti i comuni gestiti dal Consorzio, a gruppi. Primo gruppo è quello dei comuni a nord di Treviso: Spresiano, Arcade, ... Questa seconda fase ispettiva dovrebbe portare a individuare in via definitiva tutti i possibili responsabili seriali degli abbandoni. Restano a piede libero purtroppo i vandali che invece di scaricare gratuitamente i rifiuti nelle aree Card, preferiscono lasciarli per strada. Ma anche per loro il Consorzio ha pronta una mossa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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