Amianto sotto la tangenziale il dossier in commissione

CASTELFRANCO. Amianto tra le “montagne” di rifiuti del raccordo della nuova regionale del Santo, i dati saranno comunicati lunedì 23 maggio alle 18.30 alla commissione ambiente convocata con urgenza...

CASTELFRANCO. Amianto tra le “montagne” di rifiuti del raccordo della nuova regionale del Santo, i dati saranno comunicati lunedì 23 maggio alle 18.30 alla commissione ambiente convocata con urgenza su richiesta del Pd attraverso il consigliere Sandro Faleschini. «Dopo l'allarme scattato nei giorni scorsi», spiega il presidente della commissione Fiorenzo Basso, «abbiamo compiuto ricerche sulle analisi fatte dalla Regione, ente competente per quanto riguarda quell'area. I risultati saranno presentati in commissione». È da sei anni che tra il materiale di risulta per la realizzazione del raccordo (10mila tonnellate) giacciono ben 350 metri cubi contenenti fibre di amianto, principale causa del mesotelioma che ha mietuto centinaia di vittime tra gli operai a contatto con questo materiale senza le adeguate protezioni. Una pericolosità ampiamente dimostrata, tanto che l'amianto è stato messo fuorilegge, così come il materiale (come l'eternit ad esempio) che lo contiene. Nonostante questo da sei anni quei rifiuti sono sotto dei teloni di plastica che nel corso del tempo si sono deteriorati rendendo possibile il rischio di un inquinamento da amianto. Con la rottura dei teli di protezione la polvere di amianto può diffondersi nell'ambiente. Ben conoscendo il problema era stato deciso a suo tempo di operare una bonifica, ma dal 2010 non ci hanno messo mano nè la Regione nè il Comune. Della bonifica si è discusso proprio il 15 marzo scorso, in sede di conferenza dei servizi a Venezia, alla quale era presente anche una rappresentanza del Comune. Si stima che il costo possa aggirarsi sui 600mila euro. (d.n.)

Video del giorno

Calcio, prima categoria Piemonte: allenatore rifila un pugno all'arbitro in campo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi