Pronto soccorso, infermiere aggredito

Solo poche settimane fa infatti un’altra infermiera era stata aggredita da un soggetto in seguito arrestato per alcuni crimini e pochi giorni dopo un’altra persona aveva minacciato più operatori

TREVISO. Urla, offese, minacce contro l’infermiere del turno di notte al triage del pronto soccorso del Ca’ Foncello. Una situazione di alta tensione, verificatasi domenica notte verso le 3.30, quando all’interno della sala d’attesa c’erano una ventina di persone tra cui alcuni bambini. Tutto è iniziato quando un uomo è entrato nella sala chiedendo, anzi pretendendo, di vedere una persona che era in cura lì. Alla risposta di prassi dell’infermiere, che per ragioni di privacy non poteva comunicare dati e lo invitava ad attendere, l’uomo è andato su tutte le furie passando rapidamente alle minacce urlate davanti a tutti. La situazione non è degenerata solo per l’arrivo di medici e infermieri di turno, che hanno tentato di riportare l’uomo alla ragione in attesa dell’arrivo del 113, allertato e precipitatosi sul posto.

«Una situazione di rischio» dice l’infermiere aggredito, «che è però l’ennesima, e dimostra una criticità vera sia per chi lavora nel pronto soccorso sia per gli utenti». Solo poche settimane fa infatti un’altra infermiera era stata aggredita da un soggetto in seguito arrestato per alcuni crimini e pochi giorni dopo un’altra persona aveva minacciato più operatori e iniziato a discutere anche con un paziente in barella. «Le guardie giurate di cui l’azienda è dotata, notte e giorno, devono svolgere giustamente altri compiti che riguardano la sorveglianza degli spazi dell’ospedale e, quando possono, sostano per del tempo in Pronto Soccorso» racconta l’infermiere, «ma oltre a loro non c’è nessuno. Il posto di polizia è chiuso da gennaio. Di notte, se chiamate, le forze dell’ordine si precipitano. Ma basta questa certezza a evitare che situazioni di rischio degenerino?».

Anche di notte le porte del pronto soccorso sono aperte a tutti, ma il personale è ridotto e in triage c’è un unico infermiere che svolge anche attività di supporto alle ambulanze in caso di arrivi in emergenza. E su queste poche persone, peraltro impegnate negli ambulatori, ricade il problema della sicurezza o della gestione di utenti come quello che è arrivato domenica notte.

«Rischiamo noi infermieri, i medici, ma rischiano anche gli utenti in attesa di essere curati» sottolinea l’infermiere. Domenica, la violenta aggressione(fortunatamente solo verbale) è avvenuta davanti a minori, «e non è stato certo un bene».

A detta del personale quanto successo può essere considerato un “evento sentinella” in base al protocollo per il monitoraggio degli eventi del Ministero della Salute, che prevede di segnalare gli accadimenti che possano mettere in evidenza criticità nella gestione dei servizi.

I lavoratori sperano che si riesca a trovare un modo per garantire a tutti una maggior sicurezza, di giorno e di notte. Intanto, per quanto accaduto domenica notte, dopo il verbale della polizia ora si muoveranno gli avvocati.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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