Allarme terrorismo al Canova, scoppia il caos

Panico all’aeroporto Canova di Treviso: le grida di una mamma fanno scattare l'allarme e i passeggeri si riversano nella pista

TREVISO. Il timore di attentati terroristici a causa di quello che è accaduto a Parigi il 13 novembre del 2015 e a Bruxelles lo scorso 22 marzo ha creato il panico all’aeroporto Canova di Treviso, martedì sera. Un episodio che, in un altro momento, avrebbe addirittura potuto passare inosservato. E invece martedì ha spinto quasi duecento passeggeri in attesa di imbarcarsi a uscire di corsa sulla pista. Una situazione che si sarebbe creata però anche a causa della insufficienza del personale addetto alla sicurezza, sia delle forze dell’ordine sia dei dipendenti della società privata addetti alla vigilanza.

Ecco i fatti: una donna stava scendendo con la scala mobile nella sala dei viaggiatori Schengen, visto che doveva imbarcarsi sull’aereo Ryanair in partenza per l’aeroporto londinese di Stansted di Londra. Con sé aveva due bambini, uno allacciato al suo torace con il marsupio, l’altro era accanto a lei, lo teneva per mano. Quando ancora si trovava sulla scala, il più piccolo è scivolato cadendo a terra e la signora ha lanciato un urlo, temendo che si fosse ferito. Nella sala d’attesa gli altri passeggeri si sono spaventati e agitati, alcuni hanno sicuramente pensato a qualcosa che avrebbe potuto mettere in pericolo la loro incolumità: uno di loro ha premuto il bottone rosso dell’allarme, quello che da una parte mette in allerta i vigili del fuoco nel timore di un incendio e dall’altra sblocca le porte di sicurezza che si aprono verso la pista dei decolli e degli atterraggi.

Spalancate le porte, i passeggeri si sono riversati di corsa fuori dalla sala d’attesa. C’è poi voluto del tempo perché l’allarme rientrasse, al Canova, infatti, stando a una dettagliata segnalazione del sindacato di Polizia Coisp, soprattutto a quell’ora della sera, il servizio di sicurezza lascia molto a desiderare. Spesso, sostengono, in servizio non ci sono più di cinque o sei poliziotti e gli addetti alla vigilanza privata, quelli in servizio ai varchi, se ne sono già andati perché il contratto con la società di gestione dello scalo prevede che se ne vadano alle ore 22.

 

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