«Problema organici a Radiologia clinica»

L’ospedale di Treviso vanta un percorso d’eccellenza per l'ictus, ma se non si investirà per aumentare il personale, l'efficienza conquistata rischia di saltare. A sollevare la questione, dopo il...

L’ospedale di Treviso vanta un percorso d’eccellenza per l'ictus, ma se non si investirà per aumentare il personale, l'efficienza conquistata rischia di saltare. A sollevare la questione, dopo il successo di un intervento di trombolisi su una ragazzina di 13 anni, è stato il dottor Francesco Di Paola, direttore del dipartimento di Radiologia Clinica dell'Usl 9. «L’unico problema sono le risorse che i centri hub devono avere» ha spiegato Di Paola «in Veneto i centri hub funzionano ma bisogna investire sul personale Le strutture devono essere riorganizzate e dotate di un numero adeguato di organico» perché «non si possono fare le nozze con i fichi secchi». Un appello supportato dai numeri: il Ca' Foncello è secondo solo a Padova per attività, ogni anno effettua circa 500 ricoveri per ictus e 73 trombolisi sistemiche, e può contare sulla presenza di 6 medici. Un numero risicato di professionisti se si pensa che nelle ultime tre settimane si sono affrontati 5 casi di trombolisi meccaniche.

«È evidente che metodiche interventistiche così complesse richiedono tutta una serie di risorse. In questo momento riusciamo ad assorbire ma è chiaro che siamo in sofferenza» ha aggiunto Di Paola «dobbiamo coprire 365 giorni l'anno con 2-3 sanitari presenti. E' un'attività pesante che comincia ad avere numeri importanti ma poco personale». Alle criticità presentate dal primario ha replicato il direttore generale Francesco Benazzi, mettendo in evidenza due aspetti. Il primo, più generale, riguarda i tagli alla sanità effettuati dal governo. «Il ministero fa le linee guida e poi fa la spending review, mettendoci un tetto di spesa per il personale e chiedendoci di far girare tutti i servizi nel rispetto delle linee guida» ha spiegato il numero uno della sanità trevigiana. Un problema rispetto al quale l'Usl 9 sta rispondendo con un piano B, facendo economie di scala e programmazione al suo interno.

L'obiettivo di Benazzi, portato avanti dal direttore sanitario Domenico Scibetta, prevede entro il primo gennaio del 2017 l'avvio dell'Usl provinciale costituita dalle tre Usl trevigiane (7, 8 e 9). «Stiamo incontrando le varie branche specialistiche, tra le quali la Neurologia, per stabilirne la gestione delle risorse umane su scala provinciale» ha anticipato il dg Benazzi .(v.c.)

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