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Il bus navetta gratuito viaggia vuoto

Nei primi due fine settimana il mezzo elettrico per i park Appiani e Miani snobbato dai trevigiani: 30 passeggeri in 2 giorni

Federico de Wolanski
2 minuti di lettura

TREVISO. Parte vuoto il bus navetta elettrico lanciato da Ca’ Sugana per servire i parcheggi Appiani e Miani. Nei primi due fine settimana il servizio è stato inutilizzato nonostante fosse gratuito. I trevigiani hanno preferito fare la coda in centro alla caccia di un parcheggio dentro le mura, o affidarsi ai consueti stalli di sosta al Dal Negro, in zona ospedale, al Foro Boario e nelle vie più vicine alla città.
I numeri del flop. Il bus elettrico è partito già a rilento. Progettato per servire le aree di sosta a ovest del centro storico, sabato e domenica ha lavorato in realtà solo due giorni su quattro. È stato infatti fermo il 27 marzo (giorno di Pasqua), e il 3 aprile per la domenica ecologica che, vietando l’ingresso delle auto in città, vietava anche l’accesso ai parcheggi “scambiatori” (una gaffe?). Nei due soli sabato di servizio però il risultato è stato assai deludente. Ben 48 le corse per il minibus a inquinamento zero, ma praticamente inutili visto che vi sono salite una trentina di persone in tutto. Per la precisione: una decina nella giornata di sabato 26 marzo e una ventina sabato 2 aprile. Volendo fare un conto generale quindi meno di un passeggero per ogni corsa.


Poca pubblicità. Le ragioni del flop? Uno degli elementi cardine potrebbe essere la mancanza di pubblicità. Dopo la conferenza stampa di presentazione del bus infatti la comunicazione dell’offerta “navetta gratuita” è stata scarsa, assenti i cartelli all’altezza dei parcheggioni serviti dal minibus, al lumicino la comunicazione istituzionale sia da parte del Comune che da parte di Mom. Ma, va detto, il rapporto dei trevigiani con le navette è stato sempre pessimo.
Navetta Miani, il precedente. Negli anni passati la parola “navette” è stata già sfoderata due volte, e in periodi di versi, dalla vecchia Actt e dall’amministrazione Gentilini. La prima navetta venne lanciata per dare una stampella al Miani Park, nuovo e inutilizzato. Il percorso partiva dal silos di via Monterumici, entrava in centro storico per ritornare al park dal Put. Era finanziato in parte anche con contributi regionali, costava 66 mila euro e puntava a servire il multipiano per 180 giorni in tutto il periodo invernale. Risultato? Venne cestinato ancor prima di iniziare per essere rilanciato e nuovamente cestinato dopo un paio d’anni.
Navetta Dal Negro, cancellata. Un secondo esperimento venne fatto con il parcheggio Dal Negro (all’epoca struttura pubblico privata), inizialmente guardato con sospetto da molti automobilisti che evitavano i piani alti (che vennero chiusi) e occupavano solo un 30% della struttura (era il 2008). Le corse partirono, sei ogni l’ora, i passeggeri no. Bastarono pochi giorni di giri a vuoto perchè l’amministrazione decidesse di cestinare anche quel servizio mettendo una pietra tombale sui mini bus navetta, acquistati per l’occasione e poi utilizzati per trasportare gli autisti dagli uffici Actt al deposito di via Polveriera.


Ora ci si riprova. Manildo e il presidente Mom Giulio Sartor hanno provato a rilanciare l’idea mettendo in campo il primo bus elettrico della regione, lo stesso che durante la settimana viene utilizzato per servire la linea 7. L’inizio, per usare un eufemismo, non è stato dei migliori. La sperimentazione dovrebbe durare fino al 22 maggio. Ora le domande sul caso sono tante: durerà fino alla scadenza? Ma soprattutto: proseguirà? Un’unica magra consolazione la si può avere dai costi del servizio. Al netto dell’autista non ci sono altre spese. Sulla navetta Appiani infatti non pesano i costi di benzina...

 

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