Malata di meningite, profilassi ai colleghi

Preganziol, reagisce alle cure la 35enne ricoverata al Ca’ Foncello, trattamento preventivo a familiari e personale Usl

PREGANZIOL. Trentacinquenne al Ca' Foncello con la meningite di tipo B: avviata la profilassi sui familiari, sui colleghi di lavoro e sul personale dell'ospedale che ha avuto i primi contatti con la paziente. L'allarme è scattato nella giornata di domenica quando dall'abitazione della donna, che vive a Preganziol, è partita la chiamata al centralino del Suem 118. La trentacinquenne mostrava i sintomi del meningococco: febbre molto alta, cefalea molto intensa, rigidità nucale. In ambulanza è stata portata al Ca' Foncello dov'è stata sottoposta agli accertamenti che hanno confermato i sospetti: si tratta di meningite batterica del gruppo B. Per questo la trentacinquenne è stata ricoverata nella terapia intensiva della Rianimazione. Il fatto che la patologia sia stata individuata immediatamente e che con altrettanta tempestività la paziente sia stata sottoposta alle terapie ha scongiurato che il meningococco aggredisse violentemente il fisico della donna: la trentacinquenne ha risposto bene alle cure, tanto che nel pomeriggio di ieri ha lasciato la terapia intensiva ed è stata trasferita nel reparto di Malattie infettive. Se il decorso procederà positivamente come finora, in una decina di giorni la donna potrà essere dimessa. Subito dopo la conferma che si trattava di meningite, è scattata la profilassi sulle persone che con la paziente avevano avuto contatti molto ravvicinati. Va ricordato, infatti, che la malattia si trasmette per via aerea tra persone che vivono a lungo vicine in ambienti chiusi. Nel protocollo del Dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell'Usl 9 sono così entrati la madre e la sorella della donna, oltre a due nipoti con cui la trentacinquenne aveva avuto contatti nelle ore precedenti al ricovero. Non solo: i medici del Ca' Foncello hanno deciso di sottoporre alla profilassi preventiva anche i colleghi che con la donna condividono l'ufficio. In tutto meno di una decina di persone che sono state contattate dal Dipartimento della Madonnina per seguire il protocollo. Come da prassi, è stato sottoposto alla profilassi anche il personale che, a partire dal trasporto in ambulanza fino alle prime visite in pronto soccorso, è stato a contatto con la donna. «"Il meningococco riscontrato sulla paziente è di tipo B, quindi di ceppo differente rispetto a quello riscontrato nel caso di meningite di tipo Y registrato il mese scorso» spiega il direttore sanitario dell'Usl, Domenico Scibetta, riferendosi al paziente undicenne di Breda. Il responsabile dell'Unità di Microbiologia del Ca' Foncello, Roberto Rigoli, chiarisce che non si tratta nemmeno di meningite del gruppo C che sta dilagando in Toscana.

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