«Via 200 alberi da villa Manfrin, ma andavano eliminati»

Ieri sopralluogo del Comune aperto al pubblico. «Ultima potatura nel 2002. Ora arriveranno altre 150 piante»

Il cantiere all’interno del parco di villa Manfrin-Margherita procede spedito, e andrà avanti così la bellezza di un anno. Tanto dureranno i lavori che puntano a dare un nuovo volto a uno dei rifugi verdi più amati da famiglie, anziani, ragazzi e sportivi. Dopo le polemiche sollevate da Italia Nostra, che aveva criticato l’intervento e soprattutto il taglio degli alberi scattato dai primi giorni, Ca’ Sugana ha deciso di far parlare i tecnici, ovvero l’agronomo Paolo Pietrobon, direttore dei lavori. È stato lui infatti ieri a guidare i cittadini che hanno deciso di rispondere alla chiamata del Comune andando a toccare con mano il cantiere, informandosi alla fonte. Il gruppo (sparuto per la verità) ha seguito l’agronomo tra motoseghe, operai e macchinari passando in rassegna alberi, viali e aiuole e annotando i numeri. Duecento le piante che verranno tagliate, 150 quelle che verranno reinserite; decine i metri di vialetti che verranno «completamente rifatti» non più con ghiaia semplice, ma con un materiale naturale capace di compattarsi e non muoversi più riducendo i costi di manutenzione e l’usura dei viali. Quaranta le specie di rose che verranno piantate nel grande roseto «didattico» previsto poco distante Villa Manfrin. E poi nuove luci, nuovi tratti pedonali, nuove panchine «ma disposte in modo diverso» ha spiegato il direttore dei lavori, «più raggruppate per costruire piccole piazzette». Una domanda su tutte: necessari tanti abbattimenti? Qui Pietrobon è stato chiaro: «Questo è un intervento importante, che passa sotto la voce di manutenzione straordinaria perché non è stata fatta l’ordinaria: l’ultima potatura risale al 2002, e si sono usate le tecniche dell’epoca, non sempre le migliori per le piante che oggi, alle volte proprio per certi interventi, si sono ammalate». Di qui i distinguo: circa un centinaio le piante che verranno abbattute perché ammalate o in fase di “ammaloramento”, alcune decine quelle che verranno tagliate perché «piantate male e paralizzate» o «ubicate in posti tali da «impedirne la crescita».

E poi ci sono gli abbattimenti “da progetto”, quelli individuati da Comune e Sovrintendenza per valorizzare i due luoghi chiave di Villa Manfrin e Margherita, ovvero il Molinetto e la fontana. «Posso capire che alcune decisioni che abbiamo preso possano non essere condivise», ha detto Pietrobon, «ma si doveva intervenire, ed ogni progetto impone delle scelte. Tutto comunque è stato attentamente valutato dalla Sovrintendenza». Ci si è soffermati parecchio anche davanti ai ceppi dei due grandi alberi che nei giorni scorsi avevano fatto scattare le proteste: «Uno era ammalato, nettamente», ha fatto vedere l’agronomo indicando il cavo nel ceppo, «l’altro è stato tolto perché si era sviluppato troppo, presentava i sintomi di una possibile malattia futura». Piaccia o meno oggi, tra un anno villa Margherita e villa Manfrin saranno diverse. Ca’ Sugana è sicura della bontà del piano. «Credo che il progetto abbia una giusta organicità, un suo senso e valore» ha detto ieri Luigi Calesso di Impegno Civile, che ha voluto partecipare alla visita guidata, «Il fatto che vengano abbattuti tanti alberi dispiace, ma non è una scelta fatta a caso, si tiene conto della valorizzazione del parco, della salvaguardia dei fruitori e delle stesse essenze pregiate. Un modo di lavorare diverso da quello della Lega». (f.d.w.)

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