Banditi in fuga su un'Audi gialla. Una donna muore sul Passante. L'auto avvistata nella Marca

Muore una donna russa all'altezza di Mirano. Forse l'incidente provocato dal bolide che da giorni sta terrorizzando il Nordest, braccato dalla polizia dopo una sparatoria ad Arino. Venerdì sera l'avvistamenbto nella Marca

MIRANO. Una cittadina russa di 57 anni residente in Francia è morta questa notte poco dopo l'una sul passante di Mestre, in territorio comunale di Mirano. La donna, alla guida della sua opel Astra, stava viaggiando in direzione di Padova quando ha perso il controllo del mezzo ed ha tamponato una Mercedes Sprinter guidata da un cittadino rumeno. Per la donna non c'è stato nulla da fare.

L'Audi gialla contromano sul Passante

Poco prima era passata per la carreggiate un'Audi gialla, transitata in contromano, ricercata dalla polizia: c'è correlazione tra l'incidente mortale e la fuga dell'Audi? Questo stanno cercando di chiarire gli investigatori della polizia stradale. I malvienti in fuga sono ricercati in tutto il Nordest, protagonisti di una sparatoria in località Arino: intercettati ad un posto di blocco erano scappati. Una volta arrivati all'altezza di Arino, avevano trovato la carreggiata occupata da un mezzo spargisale, investito da un camion di passaggio.

Così, l'Audi Gialla aveva invertito il senso di marcia, mettendosi a correre in contromano. Poco distante, l'incidente mortale costato la vita alla signora russa. Le indagini sono in corso.

Si richiede la massima collaborazione ai cittadini al fine di coadiuvare le Forze dell’Ordine segnalando la presenza...

Posted by Questura di Vicenza on Venerdì 22 gennaio 2016

L'Audi gialla che sta seminando da giorni in terrore in tutto il Nordest è la stessa della tentata rapina ad Abano e di una sparatoria ieri (giovedì) a Trieste. E' stata rubata a dicembre all'aeroporto di Milano Malpensa e ha targa svizzera ed è in fuga da oltre 24 ore. Nella serata di oggi, venerdì, un avvistamento nella Marca, nei dintorni di Asolo, verso il vicentino

Li hanno intercettati sul Carso, vicino a Prosecco; con la loro “pantera” si sono subito messi all’inseguimento di quella Audi sportiva di colore giallo segnalata dai colleghi ma invano. I malviventi a bordo non si sono arresi, anzi hanno premuto sull’acceleratore dando vita a un carosello sulle stradine dell’altipiano. Non si sono arresi neppure dopo i colpi esplosi in aria a scopo intimidatorio, anzi: forti della potenza della loro auto e con grande abilità di guida hanno “seminato” l’auto di servizio.

I banditi si sono poi dileguati, non si sa se verso la Slovenia o tornando sui loro passi, verso il Veneto, evitando ancora una volta la fitta rete di pattuglie e posti di blocco allestita da tutte le forze dell’ordine sul territorio provinciale, da Muggia a Duino Aurisina e oltre.

È questo il film “andato in onda” ieri, alle 18 circa, sull’Altipiano ma la “sceneggiatura” era iniziata molto prima e piuttosto lontano; ad Abano Terme, anzi no, all’aeroporto di Milano Malpensa.

Lì sabato scorso un gruppo di fuorilegge, probabilmente tre, ruba una vettura sportiva, potente: un’Audi6 Rs, un modello sportivo da centinaia di cavalli. Ha targa svizzera e questo particolare potrebbe avere indotto i banditi a sceglierla a discapito del suo colore non comune, il giallo. Posteggiata lì - pensano i banditi - il proprietario in viaggio sperabilmente non tornerà che tra alcuni giorni, per poi sporgere denuncia di furto: un buon lasso di tempo per portare a segno qualche “colpo”.

In serata infatti l’auto serve allo scopo ma senza successo. Ad Abano Terme due componenti della banda vengono scoperti da un vicino mentre saltano nel giardino di una villa confinante, probabilmente per effettuare una rapina o addirittura un rapimento. Avrebbero atteso che qualche inquilino rincasasse per tendergli un agguato e portare a segno il “colpo”.

Ma il residente avverte le forze dell’ordine e sul posto accorre a sirena spiegata una pattuglia dei carabinieri.
Vistisi scoperti, i due salgono precipitosamente in auto e il terzo uomo al volante sgomma e semina i militari, che giungono a porsi di traverso sulla strada dei malviventi con la loro Fiat Punto. Inutilmente, perché con una manovra azzardata, alla “Ronin”, che lascia sbigottiti i presenti, l’Audi si dilegua. I carabinieri giungono a esplodere alcuni colpi in aria, una manciata, quando vedono uno dei fuggitivi sporgersi e girarsi all’indietro, come a volere prendere la mira, ma senza poi sparare.

Un’altra pattuglia dell’Arma intercetta l’Audi gialla pochi chilometri più a Sud, tra Battaglia Terme e Monselice, ma grazie alla potenza e alla bravura del pilota la banda riesce a dileguarsi definitivamente.

Da quel punto il “film” presenta un black-out, e anche lungo: del gruppetto si perdono le tracce. Per ben quattro giorni. Davvero esperto, determinato e ricco di risorse l’equipaggio dell’Audi, per volatilizzarsi per un così lungo lasso di tempo, in barba ai controlli e alle segnalazioni diramate a tutte le forze dell’ordine.

Fino a ieri pomeriggio, quinto giorno della grande fuga: la “sceneggiatura” prevede un esterno notte, sulle stradine del Carso. Evidentemente i mancati rapinatori vogliono tentare di riparare in Slovenia. Ma l’Audi gialla è di nuovo intercettata, questa volta da una “pantera” della polizia.

Gli agenti si mettono subito in coda per raggiungere e bloccare l’auto in fuga ma ancora una volta con manovre degne della pellicola-cult degli appassionati d’inseguimenti l’Audi scompare nel buio mentre i residenti di Prosecco odono alcuni colpi, che i poliziotti sparano a scopo intimidatorio in aria come i loro colleghi della Benemerita in Veneto e altrettanto invano.

L'ultimo, tragico, avvistamento stanotte: la folle fuga li porta sul Passante di Mestre. Qui, attorno all'1.30 in direzione Milano, la corsa ad altissima velocità e tutta in contromano quando - nella zona di Arino di Dolo,

dopo lo svincolo con la A57 - un'Opel Astra guidata da una donna, la 58enne Elena Alexadrova Belova, se la vede contro. Cerca di evitarla, ma tampona un furgone restando incastrata nell'abitacolo. Muore sul colpo. E la caccia continua.

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