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Veneto Banca, guida all'assemblea per punti Dalla Popolare alla Spa ecco cosa cambia

Domani a Volpago il giorno cruciale per l'istituto nato nel 1877, attesi settemila soci. Ingenti i controlli delle forze dell'ordine. Il decalogo

Fabio Poloni
4 minuti di lettura
Il tendone di Veneto Banca dove si svolgerà l'assemblea 

TREVISO. Da domani Veneto Banca non sarà più la stessa. Comunque vada. È la data spartiacque, probabilmente il giorno più importante di una storia iniziata nel 1877. La scelta è tra cambiare pelle, diventando società per azioni e avviando l’iter per la quotazione in Borsa, o fare un salto nel buio, perché un “piano B” di fatto non esiste.

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L’assemblea dei soci (a villa Spineda di Volpago del Montello potrebbero arrivarne quasi settemila sui circa 88 mila totali) è chiamata a votare, domando la rabbia di aver visto bruciare in poco più di un anno oltre l’ottanta per centro del proprio portafoglio teorico. I lavori iniziano alle 9, gli ingressi saranno aperti dalle 8.30. Ecco una guida alla nuova banca.

1 ADDIO AL MODELLO DI BANCA POPOLARE: La Spa, perchè e cosa cambia. Il Governo Renzi ha dato il via a una riforma delle banche popolari di cui si parlava da anni. Come indicato nel decreto legge n. 3/2015, convertito con legge n. 33/2015, le popolari con attivi superiori a 8 miliardi di euro sono obbligate entro 18 mesi alla trasformazione in Spa. La metamorfosi cambia radicalmente il sistema di controllo della banca: fino ad ora ciascun socio aveva diritto a un voto, in sede di assemblea, indipendentemente dal numero di azioni possedute. Con la trasformazione in Spa, invece, il voto capitario lascia spazio a un sistema proporzionale al numero di quote possedute. Il peso decisionale dei piccoli azionisti, di fatto, scompare. 

2 IN CASO DI BOCCIATURA c'è il rischio commissariamento. La trasformazione deve essere approvata dall’assemblea dei soci. Nello specifico, il quorum è fissato in due terzi dei voti espressi. Se la trasformazione in Spa raccoglie meno dei due terzi dei consensi, Veneto Banca rischia il commissariamento da parte della Banca Centrale Europea e persino la revoca della licenza. Francoforte, in una lettera di monito arrivata a Montebelluna il 9 dicembre, è stata chiarissima: nel caso in cui non venisse approvata la trasformazione in Spa «si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza». Spa, aumento di capitale, quotazione: tre azioni distinte, con altrettante votazioni, ma organiche a un unico progetto di metamorfosi ribattezzato “Serenissima”.

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3 L’IPOTESI-SPEZZATINO per scendere sotto gli otto miliardi di attivi ed evitare l'obbligo Di fatto la trasformazione in Spa è un obbligo previsto dalla nuova legge per tutte le popolari con attivi superiori agli otto miliardi. Veneto Banca supera i 36: per evitare l’obbligo dovrebbe “smantellare” e scendere sotto la soglia degli otto miliardi. Una strada considerata impercorribile.

4 LA SECONDA VOTAZIONE: Aumento di capitale da 1 Mld. Perchè e a cosa seve. I soci saranno chiamati a votare quattro volte. Dopo essersi espressi sulla trasformazione in Spa dovranno farlo sull’aumento di capitale da un miliardo di euro, di fatto imposto dalla Bce che ha fissato per ciascuna banca dei requisiti minimi patrimoniali. Attualmente Veneto Banca è significativamente al di sotto dei target patrimoniali assegnati da Francoforte: c’è quindi «la necessità inderogabile di incrementare il proprio patrimonio al fine di allinearsi alle richieste delle autorità di vigilanza». Per il via libera all’aumento di capitale è sufficiente la maggioranza semplice di voti favorevoli. I soci avranno il diritto di prelazione sull’aumento di capitale. Il prezzo delle nuove azioni sarà lo stesso stabilito per la quotazione in Borsa tra marzo e aprile 2016.

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5 IL PIANO PER LO SBARCO IN BORSA: La quotazione tra marzo e aprile 2016. Il terzo voto al quale saranno chiamati i soci è quello per il via libera al piano di quotazione in Borsa. Finora Veneto Banca non era quotata: a stabilire il valore delle azioni (con tutte le storture che ora sono venute al pettine) era la stessa banca. Non esisteva neppure un mercato aperto delle azioni, motivo per cui moltissimi soci in questi mesi non sono riusciti a vendere le proprie quote prima della perdita di valore. Con la quotazione in Borsa la situazione cambierebbe radicalmente: a stabilire il valore delle azioni sarebbe il mercato, determiando l’appetibilità del titolo in base alla capacità della banca di creare valore per gli azionisti. Anche lo stallo sulla compravendita che ha caratterizzato questi ultimi mesi sparirebbe. Come per l’aumento di capitale, per il via libera alla quotazione è necessaria la maggioranza semplice.

6 IL VALORE DELLE AZIONI in caso di quotazione come si determina la "forchetta". Come detto, sarà il mercato a “fare” il prezzo delle azioni Veneto Banca, anche se formalmente sarà lo stesso istituto a decidere il proprio valore di collocamento. Quanto? Per arrivare alla cifra esatta inizieranno a breve giri esplorativi (roadshow) e consultazioni con analisti e potenziali investitori. “Annusando” il mercato, Veneto Banca capirà a che prezzo sarà appetibile. Un mese prima della quotazione l’istituto è tenuto a comunicare la “forchetta”, ovvero il prezzo minimo e quello massimo entro il quale ricadrà il valore di quotazione. Difficile fare previsioni, ma il prezzo di collocamento potrebbe aggirarsi attorno ai sei/sette euro per azione.

7 IL DIRITTO DI RECESSO: via d'uscita a 7,3 euro/azione, teoria e pratica.  Il Cda presieduto da Pierluigi Bolla lo scorso 2 dicembre ha deliberato in 7,30 euro il valore unitario di liquidazione delle azioni ordinarie. In pratica, i soci che vogliono avvalersi del diritto di recesso possono cedere le azioni alla banca a questo prezzo. Unica condizione: votare «no» alla trasformazione in Spa, perché il diritto decade per chi vota «sì». In concreto, però, il diritto di recesso potrebbe restare virtuale: alla luce di un pesante deficit di capitale la banca ha previsto «la limitazione in tutto e senza limiti di tempo del rimborso delle azioni con fondi propri». Tradotto: di fatto l’unica vera via di uscita si aprirà con la quotazione in Borsa. 

8 I NUOVI CONSIGLIERI: I tre nomi per com,pletare il board. La quarta e ultima votazione alla quale sono chiamati i soci di Veneto Banca è quella per il via libera alla carica di consigliere di amministrazione di Joyce Victoria Bigio, Beniamino Quintieri e Cristiano Carrus, che andranno a sostituire i dimissionari Francesco Favotto (ex presidente), Alessandro Vardanega (vice) e Matteo Zoppas. Ciascun socio che non possa partecipare all’assemblea potrà delegarne un altro a patto che quest’ultimo non sia amministratore, sindaco o dipendente di Veneto Banca. È necessaria una delega scritta che deve essere autenticata da un funzionario Veneto Banca oppure da un notaio. Ogni delegato può rappresentare fino a un massimo di dieci soci.

9 LE INDAGINI APERTE: Aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. E spunta l'estorsione. Se non compri azioni, ti tagliamo i fidi. Oppure non ti facciamo il mutuo. Questa si chiama estorsione: è l'accusa, pesantissima, mossa da un gruppo di clienti nei confronti di Veneto Banca. Gli esposti - circa trecento, sotto il coordinamento unico dello studio legale Calvetti di Treviso - annunciati qualche mese fa sono stati depositati nelle ultime settimane in Procura a Roma, dove già è aperto un fascicolo per aggiotaggio (alterazione artificiosa del valore delle azioni) e ostacolo alla vigilanza nei confronti dei vecchi vertici della ex Popolare di Asolo e Montebelluna. Nel corso dell’assemblea di domani il presidente Bolla annuncerà l’azione di responsabilità proprio contro i vecchi vertici: in pratica, una richiesta di risarcimento danni a carico di Vincenzo Consoli & co.

10 LE PROSPETTIVE DOPO LA QUOTAZIONE: Stand alone o integrazione con un altro gruppo. Veneto Banca non sarà più la stessa, siamo partiti da qui. Dopo la trasformazione (eventuale, ma la diamo per ipotesi più probabile, quasi scontata) in società per azioni, l’istituto potrebbe decidere di rimanere indipendente, magari con un gruppo forte di soci locali, oppure di accelerare sul progetto di fusione con un altro istituto, allo studio da mesi. Inizialmente si parlava di fusione con la Popolare di Vicenza, ma la doppia crisi ha reso questa strada tutta in salita. La pista più accreditata degli ultimi mesi porta a Modena, Banca Popolare dell’Emila Romagna: l’integrazione potrebbe creare valore e non dare problemi di sovrapposizioni, aspetto - quest’ultimo - che sembra far preferire la via emiliana a quella veneta (Vicenza o Verona).

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