Raffica di furti di bici in stazione a Castelfranco, prese due bande

Cinque incastrati dai video: 40 colpi tra Castelfranco e Godego. Ragazzo nei guai per la due ruote rubata in patronato

CASTELFRANCO. Oltre quaranta furti di biciclette da settembre a novembre tra Castelfranco e Castello di Godego. E ora ridotti praticamente a zero grazie alla videosorveglianza, ma soprattutto all'attività di indagine dei carabinieri che ha individuato gli autori ovvero due bande composte da adulti, tutti di nazionalità rumena con precedenti e con il medesimo business: portare via le bici dai posteggi per poi rivenderle a 40-50 euro all'una a una organizzazione che poi si preoccupava di spedire i velocipedi fuori confine, nell'Europa dell'Est. Si tratta di cinque persone per cui è scattata la denuncia per furto aggravato e continuato.

Nei guai S. G., 38 anni, residente a Nervesa, B.C. e R.A. rispettivamente di 31 e 35 anni entrambi di Vedelago, il primo senza fissa dimora, e R.G., 35 anni di Rossano. Per tutti è stato già emesso il provvedimento del foglio di via obbligatorio. A finire denunciato per il medesimo reato anche un minorenne di nazionalità marocchina residente a Castelfranco, beccato praticamente in flagrante mentre rubava una bici dal patronato di Salvatronda. Anche questa avrebbe fatto la stessa fine di quelle delle due bande, individuate mentre mettevano a segno i colpi al posteggio della stazione di Castello di Godego. Tutto è partito dalla videosorveglianza a cui si è aggiunto il lavoro di intelligence compiuto dai carabinieri coordinati dal luogotenente Antonio Currò in stretta collaborazione con la polizia locale.

Le immagini parlano chiaro e hanno ripreso interamente le gesta dei ladri, compreso l'espletamento di bisogni fisiologici. Nei filmati si vede che arrivano a bordo di un'auto, una Alfa 156 in un caso, una Audi blu in un altro, e che con nonchalance con un tronchesino tagliano la catena. Quindi la bici viene caricata in macchina e portata via per poi ripetere l'azione. Oppure per non destare sospetti, i ladri si allontanano in sella alle bici appena rubate. Nel caso dell’Alfa 156, l'unico elemento in mano ai carabinieri era la fisionomia di due ladri, non del terzo complice che li aveva accompagnati in auto. La stessa vettura è stata vista parcheggiata al Lidl in viale Europa. Una pattuglia ha atteso chi vi doveva salire intercettando proprio i due ladri, uno dei quali con gli stessi abiti del colpo, per poi arrivare al complice. Nel caso dell'Audi è stata d'aiuto la targa. Inserita tra quelle che scottano ha permesso di arrivare ai malviventi.

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