"Ho investito la liquidazione, mi sono fidato, nessuno ha chiesto scusa"

Veneto Banca

La disperazione dei risparmiatori che hanno acquistato le azioni Veneto Banca ora crollate. Le storie di Giovanni, Bruna, Paolo e Marta e non solo.

MONTEBELLUNA. Soldi investiti in azioni fidandosi delle consulenze e degli inviti di Veneto Banca. Azioni che valevano 39,5 euro e che ora son state ricalibrate a 7,30 euro. Una mazzata che ha bruciato miliardi ed ora ha scatenato la rabbia di migliaia di trevigiani, vip ma anche tanta tanta gente comune. La Tribuna sta raccogliendo le loro storie per raccontare il vero peso sociale, ancor prima che finanziario, della vicenda Veneto Banca.

Giovanni ha raccontato la sua storia scrivendoci via mail: "Sono un piccolo risparmiatore e ho investito la mia liquidazione. Anch’io come molti altri mi sono fidato di Veneto Banca, ho dovuto farmi raccomandare per avere le mie prime azioni! In seguito quando non sono state staccate le cedole annuali i funzionari hanno minimizzato il problema e hanno continuato a farlo anche successivamente sino a quando è esplosa la bolla. Quello che fa arrabbiare sono i toni ultimativi presenti anche nell’ultima lettera del presidente. Non ho sentito nessuno scusarsi per il casino combinato. E’ possibile che non ci siano conseguenze penali per questi banditi?".

Gabriella ci ha scritto via facebook: "Abbiamo perso tutti i nostri sacrifici fatti da giovani per avere qualcosa per la nostra vecchiaia , non è giusto e spero che si possa fare qualcosa. Dire altro purtroppo non serve a niente".

Paolo e Marta  (via e-mail): "Siamo fratello e sorella di una certa età, di cui uno senza lavoro e malato. Avevamo in conto corrente tutti i nostri soldi per un prossimo acquisto di una casa per uno dei miei fratelli, il più sfortunato. In attesa di trovare l’occasione immobiliare cercata, ci è stata proposta la sottoscrizione di obbligazioni con scadenza il 31-12-2017 al 5% lordo (netto 4%), poi rivelatesi convertibili a discrezione univoca della Banca stessa. L’operazione è stata eseguita nel febbraio 2013. Ci avevano ripetutamente spiegato che era un’operazione sicura, ben remunerata e senza pericoli. Non ci hanno mai dato alcun prospetto informativo e per giunta ci hanno fatto firmare, facendo leva sulla fiducia che avevamo nei confronti del nostro consulente (definito “private banker”), una documentazione preparata dallo stesso. Percepite, come da programma, tre cedole semestrali, solo che in data 01-07-2014 ci hanno convertito tutto in azioni di Veneto Banca al valore di euro 39,50 l'una. Ribadiamo che noi sottoscritti non abbiamo alcuna conoscenza di questa cose. Noi eravamo certi di avere acquistato “titoli di risparmio” che dovevano dare un buon flusso cedolare, un aiuto per andare avanti, e non “titoli di investimento” pericolosissimi. Nonostante le nostre ripetute opposizioni alla conversione in azioni, e tentativi prima (della conversione obbligata) di vendere le obbligazioni in questione, ci troviamo con i nostri risparmi letteralmente in fumo. Ora dal punto di vista finanziario non abbiamo più nulla. I dirigenti (tutti spariti) artefici del tracollo hanno però capitali per decine di milioni di euro, anche all’estero, intestati ai figli e a fiduciarie. E noi…? Più nulla".

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