«Agriturismi, è rischio chiusura»

Chiesta la modifica della legge che alza al 65 per cento la quota di prodotti propri 

TREVISO. C’è un fardello che pende sul capo degli agriturismi veneti e che rischia di farne chiudere uno su due. E’ contenuto all’interno della nuova legge regionale nonché nella recentissima delibera 883/2015, e si traduce nell’innalzamento del limite dei prodotti “fatti in casa”. In pratica, rispetto al 2014, quando l’obbligo era del 50 per cento, ora nella nostra Regione il 65 per cento dei prodotti deve provenire dallo stesso agriturismo, mentre “solo” il 35 per cento può arrivare da fuori. Una novità che può mettere in ginocchio anche la metà delle oltre mille realtà distribuite in Veneto, di cui circa 130 nel Veneziano, dato che non è facile produrre in azienda una percentuale così alta di “piatti” da offrire ai clienti.

Dunque, dalle associazioni del settore, Agriturist, Terranostra, Turismo Verde e Agrivacanza, parte una proposta di modifica della legge in questione, con l’appoggio di Graziano Azzolin, vicepresidente della commissione Agricoltura in Regione. Nella modifica si chiede di tornare al 50 per cento dei prodotti aziendali e di introdurre la possibilità di offrire un altro 35 per cento di prodotti provenienti da agriturismo o aziende agricole del territorio, così da valorizzare il made in Veneto. Ebbene, già ieri la proposta ha ottenuto una sostanziale apertura da parte dell’assessore regionale al Turismo Federico Caner, il quale ammette che «l’aumento della produzione interna per gli agriturismo ha messo in difficoltà moltissime aziende e perciò stiamo pensando di trovare una soluzione equa, nel rispetto però delle esigenze di altre categorie economiche. Credo che con un po’ di buon senso si possa arrivare a una giusta misura tra la percentuale di prima e quella attuale. Ritengo che entro la fine dell’anno possa essere portata in giunta una bozza di proposta da condividere con le associazioni».

Soddisfatto dell’apertura, David Nicoli, presidente di Agriturist Veneto, che aveva chiesto omogeneità fra la legislazione del Veneto e quella delle regioni limitrofe. «Vogliamo promuovere le eccellenze della nostra regione e collaborare con le altre aziende agricole», spiega, «esaltando la nostra identità e il nostro territorio». Naturalmente bisogna fare in fretta, per evitare ulteriori disagi agli agriturismo del Veneziano (circa 130), del Veronese (370), del Vicentino (210), del Bellunese (100), del Trevigiano (90) e del Rodigino (58). 

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