Ucciso dall’amianto giallo sulla morte di un operaio

Caerano, Diego Precoma, 53 anni, è morto di mesotelioma non era mai stato a contatto con la sostanza: si indaga

CAERANO. Vittima dell’amianto muore a 53 anni per un tumore ai polmoni. Diego Precoma ha combattuto per 8 mesi contro il mesotelioma, noto appunto come “tumore all’amianto”. Sulla scomparsa dell’operaio resta però un velo di mistero sul quale sta cercando di fare chiarezza l’Ispettorato del lavoro.

«Non sappiamo dove abbia potuto respirare l’amianto - dichiara il fratello Franco - non aveva mai lavorato in aziende o fabbriche dove ci siano state delle coperture del genere». Negli ultimi anni il 53enne lavorava come operaio nell’azienda di Casella d’ Asolo, la Agef specializzata nella produzione di materiali e utensili agricoli. «Negli anni precedenti, invece, aveva lavorato nel settore calzaturiero sempre come operaio» spiega il fratello. È giallo, quindi, su come il 53enne abbia potuto ammalarsi così improvvisamente. Il primo campanello d’allarme, per l’operaio, è scattato nel marzo scorso. Un raffreddore e degli attacchi di tosse che non andavano più via lo avevano insospettito. Così erano iniziati i primi controlli in ospedale e i primi accertamenti poco dopo avevano dato il drammatico responso: un tumore ai polmoni che purtroppo non gli ha lasciato scampo. «Da troppo tempo non riusciva a guarire da un brutto raffreddore - racconta il fratello - Lo avevano sottoposto a delle analisi e appena visti i risultati i medici mi avevano immediatamente contattato». La situazione per il 53enne era già gravissima. Erano iniziate le prime cure, un calvario lungo 8 mesi, fatto di letti d’ospedale e chemioterapie. Quella malattia così spietata e feroce lo stava devastando ogni giorno anche se il suo sorriso e la forza per combattere non lo hanno mai abbandonato. «In tutto questo tempo ci siamo sempre chiesti come sia stato possibile - agginge Franco - non riusciamo ancora a capire dove e quando sia potuto entrare in contatto con l’amianto». Una spiegazione forse potrebbe arrivare dalle indagini condotte dall’ospedale di Montebelluna e dall’Ispettorato del lavoro che nelle settimane successive alla scoperta della malattia avevano incontrato l’uomo per tentare di fare luce. A piangere la scomparsa dell’operaio ci sono i fratelli Franco, Germana, Ennio e Natalina.

I funerali saranno celebrati martedì alle 15 nella chiesa di Caerano dove domani alle 19.15 sarà recitato il rosario.

Vera Manolli

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