In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Vendetta tra i vigneti: tagliate 300 viti

Prosecco Doc e pinot grigio nel mirino, danni per 15 mila euro. I carabinieri stanno consultando le videocamere

Alessandro Viezzer
1 minuto di lettura
Sandro Gaiotto mostra le viti tranciate 

ORMELLE. Trecento viti sono state recise durante la notte in una proprietà tra Ormelle e Cimadolmo. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri, che stanno cercando di risalire all’autore del gesto criminoso usando anche le immagini delle videocamere sparse sul territorio. L’episodio è accaduto tra Ormelle e Cimadolmo nei terreni agricoli di Luigi e dei figli Sandro e Christian Gaiotto, coltivatori diretti di Ormelle. Sfruttando le condizioni di luna piena e quindi con ottima visibilità notturna senza l'uso di una torcia, sono state tranciate 100 viti di Pinot Grigio nel vigneto di via Piave a Roncadelle e 200 viti di glera “Prosecco doc” in un vicino vigneto in via Madorbo di Stabiuzzo a Cimadolmo.

Uno dei due vigneti sorge su terreno demaniale, in parte con regolare concessione autorizzata, per cui dell’atto vandalico è stato informato il Genio Civile di Treviso. Nel 2010 si era già registrato un analogo episodio ai danni dell’azienda Gaiotto, con l’abbattimento di un vigneto tramite il solo taglio dei tiranti, con ingenti danni. Oggi, una prima stima dei danni ammonta a circa diecimila euro (compreso il mancato raccolto degli anni successivi), ma se si mette in conto la manodopera per il reimpianto i danni aumentano a circa 15 mila euro. Stanno indagando i carabinieri di San Polo di Piave. «E' ipotizzabile che il soggetto sia della zona, conosca bene i luoghi e sapesse come muoversi» afferma Sandro Gaiotto conduttore dei terreni, che prosegue: «Credo che questa sia una vendetta per motivi personali, escludendo altre motivazioni come quella di ordine pubblico, legata all'abbandono dei rifiuti lungo il Piave. Compito di vigilare il Piave è demandato alle forze di Polizia, guardiacaccia, Corpo forestale e Genio civile, che hanno libero accesso.

La proprietà, cioè la famiglia Gaiotto, non c’entra con le scelte, le autorizzazioni, le concessioni idrauliche pubbliche che sono atti pubblici, visibili a tutti con trasparenza». «Gli inquirenti stanno indagando e valutando eventuali tracce lasciate dai malviventi. Sono state trovate impronte di calzature, che si sa da dove provengono e sono state seguite per centinaia di metri. Nella zona vi sono delle telecamere che saranno visionate per scoprire il reo di questo atto, che oltre ad essere di impatto economico per l’azienda Gaiotto, crea notevole allarme sociale. Ne installeremo delle altre per vigilare meglio la zona», spiega Francesco Truccolo consigliere comunale di Cimadolmo. 

I commenti dei lettori