Lo scandalo del Prosecco «Rischio sanzioni Unesco»

Zambon: «La vicenda è un grave danno d’immagine per le nostre colline» Un ostacolo in più verso il riconoscimento come patrimonio dell’umanità

VITTORIO VENETO. L’inchiesta dei Nas, se certificherà che alcune aziende hanno taroccato per davvero il Prosecco docg, rischia di compromettere anche la candidatura delle colline tra Conegliano e Valdobbiadene al riconoscimento Unesco di patrimonio dell’umanità. «Siamo più che preoccupati» afferma Floriano Zambon, primo cittadino a Conegliano e presidente della Conferenza dei sindaci «perché se il prosieguo dell’indagine confermerà la prima ipotesi di reato, ne scaturirà un danno d’immagine gravissimo, ben superiore a qualche versante di collina sbancato». Proprio in queste settimane il presidente della Regione Luca Zaia, ha preso in mano il dossier Unesco per portarlo avanti personalmente, cercando di ridurre i tempi del riconoscimento. Il governatore stesso ha dimostrato sorpresa ed amarezza, ma soprattutto preoccupazione, dichiarando che se verranno accertate delle responsabilità, queste dovranno essere sanzionate. «Chiediamo pene esemplari, in termini sanzionatori, per chi ha fatto il furbo» insiste, dal canto suo, Zambon «perchè non si può scherzare nei confronti di un’economia, di un sistema come quello del Prosecco che si fonda sull’autenticità, sulla serietà, sul rispetto delle regole e dei consumatori. E su questo fonda redditi e lavoro». Sorpresa ed amarezza anche da parte della Coldiretti che, ripetutamente, negli ultimi mesi, ha denunciato il falso prosecco sul mercato prodotto in altre parti del mondo, nella stessa Crimea. «Per il prosecco all’estero si parla di record storico, lo dicono i dati dell'Istat del primo semestre 2015: aumento del 20 per cento nelle bottiglie di spumante italiano. Coldiretti auspica» affermano i suoi dirigenti veneti «che si faccia presto chiarezza sui sequestri di finto o di prosecco docg 'allungato'. I furbetti danneggiano non solo il prodotto ma anche la reputazione dei viticoltori onesti». «Il prosecco» sottolinea la Coldiretti «è in testa alla classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo ma è anche l’artefice del sorpasso dello spumante italiano su quello francese all’estero. Paolo Casagrande è il presidente del sindacato Anpa, che coordina anche alcune cantine del territorio: «Le indagini sono ancora in corso, ci auguriamo che i primi riscontri non siano confermati così gravi. La recente vendemmia è stata magnifica».

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