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Appalto per gli scuolabus Mom perde il servizio

A Treviso, San Biagio e Monastier prevale ditta leccese con un ribasso dell’8 % Anche a Breda impresa trevigiana sconfitta. Annunciati nuovi pullman a metano

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Mom ha perso l’appalto per il trasporto scolastico a Treviso, E così anche a San Biagio di Callalta e Monastier.

In questi tre comuni - ma certo il peso del capoluogo è enorme, sotto tutti punti di vista - l’ha spuntata, nettamente, la ditta leccese Tundo, che si è impegnata a garantire il servizio, almeno a Treviso, con un ribasso che sfiora l’8 per cento rispetto al prezzo a base d’asta. Mom aveva offerto una riduzione compresa fra l’1 e il 2 per cento.

Per i prossimi tre anni scolastrici, dunque, sarà la Tundo ad assicurare il trasporto sugli scuolabus. Una rivoluzione, destinata ad avere ripercussioni su più fronti. Innanzitutto si rompe il monopolio di Actt e di Mom: e l’azienda leccese, peraltro, si è impegnata nel bando a fornire scuolabus ecologici, a metano nuovi fiammanti, alla scadenza del 16 settembre. E gli addetti ai lavoro sono già al... finestrino per vedere la ditta vincitrice con la nuova flotta verde.

E mentre Mom scende, anzi smonta, il mondo della scuola primaria di Treviso - materne, elementari e medie - attende di fare i conti con la novità. Le famiglie attendono di conoscere i termini per acquistare gli abbonamenti: è probabile che si accelerino i tempi nella prossima settimana, visto che la campanella suonerà il prossimo 16 settembre.

Ma si diceva dei tanti risvolti di questo bando a suo modo storico. Come il fronte occupazionale interno: almeno 15 i dipendenti di Mom che dovranno essere reimpiegati in azienda. E last but not least le ripercussioni sui conti dell’azienda pubblica di trasporto, che viene a perdere preziosi introiti.

A decidere le sorti dell’appalto, in ogni caso, sembra siano state le norme del Jobs act, che favorisce le nuove assunzioni. «In gare come queste chi si impegna ad assumere con i benefici della riforma del lavoro è sicuramente avvantaggiato», sostiene un addetto ai lavori, «perchè ci sono riduzioni sui costi complessivi che arrivano al 30 per cento. Aziende storiche non possono competere in questi contesti».

Una questione che è destinata ad alimentare il dibattito su contratti e appalti, settore in cui le polemiche sui ribassi sono canoniche.

Mom è comunque riuscita ad assicurarsi gli appalti di 4 comuni della Marca (Carbonera, Spresiano, Mogliano e Preganziol), tutti dell’hinterland. Ma anche a Breda di Piave, ad esempio, ha vinto un’altra azienda.

E’ un quadro molto meno concentrato e decisamente assortito, quello che emerge sul fronte del trasporto scolastico, che rende bene l’idea di una nuova concorrenza, anche nel campo di un settore come quello del trasporto pubblico locale e dei suoi annesi e connessi.

E all’orizzonte si profilano anche le grandi competizioni su scala europea. Tutte questioni che ora rimbalzano nell’agenda del presidente Giulio Sartor (Lega Nord), alle prese peraltro con la soluzione della querelle Colladon, l’ex direttore, che è stato sospeso dopo esser stato dichiarato decaduto dal cda, ma che invece è difeso politicamente da Lega e Pd. Certo Sartor, d’accordo con Muraro, frena sulla riconferma, e dal canto suo Colladon ha fatto sapere di poter intentare un contenzioso davanti ai giudici del lavoro per ottenere un anno di stipendio che ancora gli spetterebbe per contratto. Facile capire come le questioni rimbalzeranno presto nell’agenda dell’azienda e della Provincia.

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