«Non lucro sui profughi»: il professor Calò svela il suo "bilancio"

Profughi a Treviso

Il docente accoglie sei migranti a casa sua: 5.400 euro di entrate mensili, ma va tutto per gli ospiti

TREVISO. Gesto nobile o lucro? Da un paio di mesi la famiglia Calò ospita sei profughi nella sua abitazione, a Povegliano. La scelta ha suscitato reazioni contrastanti e sui profili Facebook c'è stato chi, nelle scorse settimane, ha anche minacciato il professor Calò.Oggi il docente svela il "bilancio" familiare: entrano 5.400 euro al mese dallo Stato, ma se ne va tutto per gli ospiti. Ecco come.

Per ogni profugo ospitato, la famiglia Calò riceve trenta euro al giorno: totale 180 euro al giorno, 5.400 al mese.Le spese alimentati, grazie a una gestione familiare della cucina, incidono per 1.500 euro. Altri 1.400 vanno a una signora (in regola) che segue i ragazzi durante il giorno. C'è poi la "paghetta" quotidiana di 2,5 euro che va a ciascun profugo per le spese personali: il totale fa 450 euro. Le bollette (gas, luce, acqua) erodono circa 600 euro, mentre 400 finiscono a una psicologa professionista che segue gli ospiti. Aggiungendo circa 200 euro di benzina per i trasporti, rimane ben poco: circa 250 euro. Anche quelli, però, non finiscono nelle tasche della famiglia Calò: "Li mettiamo in un fondo per i ricongiungimenti familiari dei nostri ospiti", ha detto il professore.

"Da due mesi, dall'8 di giugno, la mia famiglia ospita nella propria casa sei rifugiati, tutti del Sud-Sahara, due dal Ghana, due dalla Gambia e due dalla Nigeria", racconta Calò, "La loro età va dai 19 anni al massimo ai 31 dei due nigeriani. Tre di questi sono già sposati e hanno a testa un figlio, che sono rimasti in Africa. I più giovani non hanno più i genitori. Tutti hanno una storia da raccontare che certamente non è edificante. Anzi in alcuni casi indicibile, ti domandi se è possibile che nel 2015 possano accadere certe cose. Una umanità ferita, come purtroppo ce ne sono anche a "casa nostra". Dal primo giorno fino ad oggi la "nostra casa" è stata testimone diretta di come il bene sia un elemento presente in ognuno di noi, con la ricchezza della diversità… bellissimo".

 

 

 

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