«Treviso snobba la scuola di moda» La sfilata Iuav lascia il capoluogo

Una sfilata dello Iuav

Sfogo della direttrice: «Tante promesse da Comune e categorie, poi nessun aiuto». Scontro Iuav-Ca'Sugana

TREVISO. Lasciata e persa. L'edizione 2015 di “Modesign/Fashion at Iuav”, l’insieme di appuntamenti di fine anno di Design della Moda che vede protagonisti gli studenti dei corsi trevigiani dell'università Iuav, quest'anno non si farà a Treviso. Le valigie sono già pronte e sarà Venezia a ospitare l'evento di chiusura dell'anno accademico trevigiano nel suo decimo anniversario. A dare l'amaro annuncio è Maria Luisa Frisa, direttore del corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali: «È stata una scelta obbligata vista la generale situazione di impasse. Non voglio essere polemica, ma a Treviso sono mancati gli interlocutori. Non c'è stata alcuna rete che si sia effettivamente mossa a sostegno e insieme all'università». Una mancanza di strategia politica e istituzionale che Frisa attribuisce a una serie di soggetti, primo tra tutti, Ca' Sugana. «Non chiedevamo che il Comune di Treviso ci facesse da banca e non siamo qui a domandare l'elemosina, ma che ci fosse da parte sua un interessamento in qualità di istituzione capace di dialogare con il territorio e con il suo tessuto imprenditoriale, muovendo alcune leve, questo sì».

Ma dopo settimane di telefonate, mail e messaggi a Ca’ Sugana, intervallati da attese e silenzi, L’Iuav ha preso la decisione definitiva: fare rotta a Venezia, portando sfilate e convegni negli spazi universitari presenti alle Zattere.

Maria Luisa Frisa, direttore del corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali:

«Dopo un primo incontro con Giovanni Manildo, nessuno sviluppo», continua Frisa, «ad oggi non è stato possibile parlarci per definire la questione. Ci sono state delle rassicurazioni a voce, che lasciavano intendere che una parte del budget per Modesign (che complessivamente costa circa 30 mila euro) potesse essere trovata nella musina riservata alla mostra di Goldin, ma nulla di concreto. Il tempo stringeva e da direttore del corso ho dovuto prendere una decisione». Non solo una faccenda di soldi quindi, ma anche «di organizzazione e rispetto per studenti e docenti del corso trevigiano che lavorano per un anno intero alla preparazione di Modesign», continua Frisa, «a luglio manca poco. Non potevamo permetterci di posticipare oltre col rischio di dover dire “quest'anno non si fa

Ma la porta del Comune non è l'unica cui lo Iuav è andato a bussare. Tra gli altri soggetti coinvolti nel confronto per realizzare la manifestazione anche Treviso Glocal, Camera di Commercio e Unindustria. «Ma non c'è stato seguito», conferma Frisa. Il capoluogo perde così uno dei suoi fiori all'occhiello, capace di accendere su Treviso i riflettori del mondo. Le sfilate del Modesign vanno in diretta streaming su Vogue.it e risultano lo show più cliccato in assoluto.

Niente più mostre, convegni, passerelle e seminari a occupare piazze e negozi del centro, richiamando alcuni tra i più importanti esponenti del settore moda. «Queste persone vengono a Treviso perché credono nel nostro progetto», sottolinea Frisa, che guida il corso con 180 studenti a Treviso «la domanda allora è solo una: ci crede anche Treviso? Vorrei che una volta per tutte lo si dicesse in modo chiaro, mettendo nero su bianco quelle che sono le priorità. Le istituzioni ci dicano chiaramente se ci vedono come un potenziale da sostenere oppure no».

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