Suicida nel Sile davanti alla gente

Drammatico gesto di un quarantenne dal ponte dell’Università. Inutili i soccorsi: è morto annegato

Camminava in direzione del centro trascinando un piccolo trolley. Sembrava uno dei tanti turisti che affollano il centro di Treviso nei giorni di festa. Ma ad un certo punto, arrivato all’altezza del ponte di legno che collega l’ex distretto alla sede universitaria, in Riviera Garibaldi, si è fermato. Ha appoggiato il trolley, si è tolto la giacca, l’ha piegata e l’ha messa sopra la valigetta. Accanto ha riposto anche il telefonino. Poi, davanti agli occhi di alcuni passanti, incuriositi da quei strani gesti, ha scavalcato il parapetto del ponte e s’è gettato nelle acque fredde del Sile.

Ha voluto farla finita così, L.F., 44 anni di Ponzano, venerdì primo maggio, poco dopo le 8.30. A spingerlo al clamoroso gesto è stato il male di vivere. L’uomo era da tempo in cura per depressione. Ma evidentemente la depressione ha avuto la meglio su qualsiasi terapia.

Alcuni testimoni, che hanno assistito alla scena, hanno immediatamente lanciato l'allarme agli operatori di Treviso Emergenza, che hanno inviato sul posto un'ambulanza ed i mezzi dei vigili del fuoco di Treviso, oltre al nucleo sommozzatori Saf di Venezia. Purtroppo, però, è apparso subito chiaro che la tragedia si era ormai materializzata.

Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a recuperare la salma dell'44enne, già più volte ricoverato presso il reparto di psichiatria del Ca' Foncello, quasi quattrocento metri più a valle rispetto al punto d’immersione, poco distante da Ponte Dante, nei pressi dell'ansa tra Sile e Cagnan dove l'acqua è profonda quasi due metri.

Gli agenti della polizia locale e della squadra volante, intervenuti sul posto, non hanno potuto far altro che avvisare i familiari. La salma è stata adagiata nei pressi dell’ingresso del castello romano e successivamente messa a disposizione del medico legale che non ha potuto far altro che constatare il decesso del 44enne. Il pubblico ministero di turno Laura Reale ha rilasciato poi il nulla osta per la rimozione della salma, mettendola a disposizione dei familiari.

I ponti sul Sile nella zona dell’Università sono stati al centro di diversi episodi di cronaca negli ultimi mesi. Il 3 febbraio scorso una donna di 65 anni era stata salvata da un judoka, socio di una palestra del centro, che l’ha dissuasa dal gettarsi in acqua dal ponte di legno, dopo che aveva già scavalcato la balaustra ed era pronta a saltare in acqua.

Il 30 novembre scorso, un sessantenne di Treviso si gettò nel Sile dal ponte Garibaldi, davanti al park Dal Negro. Anche in questo caso il suicidio non andò a buon fine. A salvarlo fu un elettricista di Quinto, che nonostante le gelide acque del fiume , non ci pensò due volte a gettarsi e a lottare contro la corrente per salvare l’aspirante suicida. Il 60enne che tentò il suicidio aveva un cappotto di lana, che zuppo d'acqua era diventato pesantissimo: non fu facile per l’elettricista afferrarlo e tenerlo a galla.

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