Soci e affari, quei legami di Sernagiotto dietro il "Palace"

L'ex discoteca di Baldissin venduta alla coop che lo stesso imprenditore presiedeva. Con fondi della Regione per i disabili

NERVESA. Il proprietario dell'ex Disco Palace, Giancarlo Baldissin, vende l'immobile a una coop della quale era presidente. I soldi (oltre due milioni di euro) li tira fuori la Regione Veneto, assessorato di Remo Sernagiotto. con un finanziamento lampo a tasso zero. Sernagiotto e Baldissin sono soci in affari, con quote nell'immobiliare "Airone Blu" di Montebelluna.

Coincidenze? Toccherà alla magistratura scoprirlo. Dietro la vicenda della coop Ca' della Robinia, che ha acquistato l'ex discoteca di Nervesa per trasformarla in ristorante e fattoria didattica per dare impiego a sedici disabili, emerge un intreccio di conoscenze e relazioni d'affari che meritano chiarezza. Remo Sernagiotto è socio in affari di Baldissin nell'immobiliare "Airone Blu" di Montebelluna: Sernagiotto ha il 16,47% delle quote (oltre al 2,35% ciascuna detenuto dalla figlia Gloria e dalla moglie Maurizia Barro), Baldissin ha il 4,7%. Non solo: lo stesso Baldissin è stato presidente di quella coop (Ca' della Robinia) che poi ha acquistato il "suo" Disco Palace con i fondi stanziati dall'assessorato di Sernagiotto.

Il governatore del Veneto Luca Zaia denuncia praticamente se stesso: «Ho già segnalato alla Procura di Venezia la cosa alcuni giorni fa - commenta ieri mattina - spiegando che è in corso un'ispezione. Inoltre la nostra Avvocatura regionale sta preparando due dossier, per le procure di Treviso e Venezia. Sernagiotto? Non l'ho sentito. Il mio compito è fare chiarezza, la Regione è un palazzo di cristallo. Ho attivato l'ispettivo regionale, che è un organo terzo. E ho segnalato a due Procure».

Il presidente della giunta regionale, a meno di quaranta giorni dalle elezioni, non vuole conseguenze politiche addosso. Perciò attiva la modalità «mani pulite» e denuncia preventiva. Ma è una denuncia praticamente a se stesso, poiché l'erogazione del contributo contestato di 3,4 milioni di euro appartiene alla sua giunta regionale. Scoppia rovente la polemica politica sul caso della cooperativa Ca' della Robinia. Bruna Milanese, la presidente della cooperativa sociale di Nervesa, accusa: «Perché Remo Sernagiotto e Mario Modolo mi hanno consigliato di acquistare l'ex Disco Palace? Loro due me l'hanno suggerito». L'europarlamentare di Montebelluna annuncia querele: «Questa è una pazza - spiega rientrando da Bruxelles - . Non ho mai suggerito né a lei né a nessun altro operazioni di questo tipo, ne risponderà davanti ai giudici. Perché questa coop ha preso i soldi? Perché ha presentato un progetto perfetto, anche se l'attuazione non mi sembra proprio perfetta. L'iter burocratico è stato seguito dal dirigente dell'epoca, il dottor Modolo: non ho motivo di dubitare. Personalmente, non ho partecipato alla commissione tecnica perché facevo l'assessore e i politici è giusto che non vi partecipino».

Tace Mario Modolo, l'ex dirigente regionale ai Servizi sociali (ora direttore dei servizi sociali all'Usl di Feltre) chiamato pesantemente in causa per l'accompagnamento dell'iter burocratico. Si scatena Laura Puppato, senatore del Pd, che ieri ha depositato un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «La mia interrogazione - spiega - vuole fare luce sui criteri di assegnamento dei finanziamenti da parte dell'assessorato al sociale della Regione Veneto, chiedendo che il Ministero si interessi della vicenda e analizzi i criteri con cui sono stati assegnati i fondi. Lascio alla magistratura il compito di fare chiarezza, ma il Ministero e la Regione devono verificare ogni passaggio, la logica perseguita, se risulti coerente con le necessità sociali dichiarate e soprattutto se, come pare, ci siano stati favoritismi o addirittura indicazioni 'guidate' a presentare i progetti, come per interposta persona. Insomma se oltretutto vi sia stato interesse personale di qualsiasi natura e conflitto conseguente di interesse» ha aggiunto. «Inoltre ritengo necessario procedere con il progetto iniziale individuando un gestore capace di dare seguito all'obiettivo di creare una fattoria sociale per le persone con disabilità o svantaggiate che sono, in definitiva le vere vittime dell'attuale situazione».

Nell'occhio del ciclone, naturalmente, l'europarlamentare di Montebelluna Remo Sernagiotto. Che ammette di conoscere Bruna Milanese da molti anni ma non di averle mai suggerito investimenti immobiliari. Dagli ex amici di Sernagiotto spunta anche l'elenco dei sottoscrittori della Club house sul Montello realizzata alcuni anni fa, attraverso un azionariato popolare, proprio da Sernagiotto. E tra questi appaiono molti nomi noti della politica locale che fanno parte del cerchio magico: da Barbara Trentin ad Annalisa Basso, da Raffaele Di Mitri all'ex dirigente regionale Mario Modolo. E persino il vecchio proprietario dell'ex Disco Palace, quel Giancarlo Baldissin, architetto di Mareno di Piave, che nel 2012 vendette alla coop Ca' della Robinia, per 2,1 milioni di euro, l'ex Disco Palace. Solo una coincidenza?

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